Comparazione di quote di scommesse 2026: l’overround sui mercati a due esiti parte dal 2,5 %

Updated Ottobre 2026
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Un prezzo a 1,90 su entrambi i lati di una partita di tennis sembra una promessa di equilibrio. Non lo è. Quella cifra, moltiplicata per la puntata che il lettore decide di mettere, racconta solo la metà della storia: l’altra metà è già stata sottratta prima che la schedina sia stampata, e il conto lo paga chi scommette.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Con le quote variabili (totalizzatore) i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l’evento.

Verificato il 30 Ottobre 2026 contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), ex AAMS.

Indice dei contenuti
  1. Il confronto tra siti scommesse e concessionari con concessione ADM
  2. I fondamenti: come nasce una quota e che cosa toglie alla puntata
  3. La normativa: la concessione che rende «sicuro» un sito, e che cosa vuol dire ancora
  4. La tutela del giocatore: che cosa protegge davvero un conto di gioco
  5. Formato, mercato e copertura: leggere una quota prima di giocarla
  6. Le condizioni di benvenuto: quanto costa davvero il bonus
  7. I dieci concessionari nel dettaglio: che cosa cambia nel confronto
  8. Domande frequenti su quote, concessioni e limiti

Il confronto tra siti scommesse e concessionari con concessione ADM

Chi cerca un comparatore di quote cerca una graduatoria. Quello che trova, quasi sempre, è una vetrina. Le dieci piattaforme raccolte qui sotto hanno una cosa in comune che nessuna vetrina dichiara a caratteri cubitali: ognuna compare nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con un codice di concessione e un sito .it intestato. Non è un dettaglio burocratico. È il confine tra un conto di gioco che risponde a qualcuno e un indirizzo web che risponde solo a se stesso.

Brand Concessione ADM e concessionario Che cosa dicono le condizioni dell’operatore
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che unisce i mercati più popolari di eventi selezionati in una sola giocata, pre evento e live
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport
Sisal n. 16020, Sisal Italia S.p.a. La Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal, le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e il Cash Out per chiudere prima della fine dell’evento
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo
Eurobet n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Scommesse singole, multiple e sistemi, con le schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets
Lottomatica n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Benvenuto Sport: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni

La colonna di mezzo spiega perché due nomi diversi possono portare lo stesso numero in fondo alla fila. Lottomatica e Goldbet sono due piattaforme e un solo concessionario, Goldbet Better Organization Italy. Betsson e StarCasinò fanno capo ad Azzurri Limited. La concessione viene rilasciata per sito, non per azienda, e una società può tenerne più di una in portafoglio: Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale, e tre indirizzi diversi significano tre righe diverse nel registro.

Poi c’è il limite che nessun comparatore scrive in prima pagina. L’elenco ADM non ha una colonna che dica quali giochi copre ciascun concessionario. Un nome sul registro dimostra che quel sito è autorizzato, non che offra scommesse sportive: la concessione può coprire in qualunque combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse con interazione diretta tra giocatori e bingo. Chi vuole la certezza sul prodotto sportivo la trova nel palinsesto dell’operatore stesso, non nell’elenco. StarCasinò, che nella tabella qui sopra si presenta con slot e Live Casinò accanto alle scommesse, è esattamente questo caso: la riga amministrativa dice che può stare sul mercato italiano, l’app dice che cosa ci fa.

Per la stessa ragione un indirizzo assente da questo confronto non è un indirizzo illegale. Le concessioni assegnate con la gara del settembre 2025 sono 52, distribuite su 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025; l’elenco letto il 25 ottobre 2026 porta 52 righe con codici da 16000 a 16051. La selezione qui sopra copre dieci di quelle righe. Il mercato è più grande della vetrina, e il registro è l’unico posto dove la differenza si controlla.

[Immagine: comparazione-di-quote-di-scommesse-hero — Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno — Con le quote variabili (totalizzatore) i giocatori scommettono tra loro e la quota è definita solo dopo l’evento.]

I fondamenti: come nasce una quota e che cosa toglie alla puntata

Due modelli di quota convivono sotto la stessa parola, e la differenza pesa sul portafoglio in due modi opposti.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Nelle scommesse sportive il payout si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per questa somma.

Con la quota fissa il bookmaker stabilisce il prezzo e si mette dall’altra parte del tavolo rispetto a chi gioca. La quota vale dal momento della giocata e non può essere modificata dopo. È il modello che il lettore vede quasi ovunque sui siti con concessione italiana, e nella sua forma più semplice è anche il più leggibile: una puntata, un prezzo, un risultato.

Con il totalizzatore accade l’opposto. I giocatori scommettono tra loro e la quota si definisce solo dopo l’evento, quando si sa quanto è stato raccolto e da quanti. Il montepremi viene ridistribuito secondo le puntate effettive. Presso gli operatori statali la quota di restituzione in questo modello resta sotto il 50 %; nelle corse di cavalli arriva fino a circa l’85 % del raccolto. È il punto in cui la parola «quota» smette di significare «prezzo» e comincia a significare «spartizione», e conviene saperlo prima di confrontare due numeri che non appartengono allo stesso universo.

Il payout, cioè la quota di restituzione, indica quale parte di tutte le puntate torna indietro ai giocatori sotto forma di vincite. Nelle scommesse sportive si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per questa somma: con le quote 1,25, 5,00 e 10,00 su un mercato a tre esiti si ottiene circa il 90,91 %. Il resto, per definizione, non torna indietro.

Le grandezze tipiche aiutano a collocare un prezzo prima ancora di aprirlo. Nelle scommesse con due esiti possibili, il tennis per esempio, i payout dei bookmaker si aggirano sul 90 %; in quelle con tre esiti possibili, il calcio per esempio, scendono verso l’85 %. Non sono condanne, sono medie di mercato: dicono che su un mercato calcistico il prezzo è, mediamente, più carico che su un mercato a due esiti. Chi confronta soltanto la quota dell’esito che intende giocare, senza guardare quanti esiti ha quel mercato, sta confrontando mele con pere.

Una nota sul rovescio della medaglia, perché il mercato la usa come argomento di vendita. Un payout alto è la stessa cosa di un margine basso, non un regalo in più: la quota 1,95 su entrambi i lati di un mercato a due esiti lascia circa il 97,5 % di payout e circa il 2,5 % di margine; la quota 1,80 su entrambi i lati arriva a circa il 10 % di margine. Il «quotone» annunciato a caratteri cubitali è spesso una quota leggermente meno peggiore della media, e la differenza tra i due esempi appena fatti è ciò che il titolo promozionale non dice.

La probabilità implicita di una quota decimale è semplicemente il suo reciproco: 1,01 corrisponde al 99,01 %, 2,00 al 50,00 %, 4,00 al 25,00 %. I bookmaker costruiscono i prezzi in modo che la somma delle probabilità implicite di tutti gli esiti superi il 100 %; l’eccedenza si chiama overround ed è il guadagno del bookmaker quando il libro è bilanciato. È il motivo per cui la lettura ingenua di una quota — «pago 2,00 quindi ho il 50 %» — sbaglia sempre per eccesso di ottimismo.

Che cosa resta in tasca al bookmaker su un mercato a due esiti

Un mercato illustrativo serve a fissare le grandezze. Due esiti opposti, entrambi a 1,90 in forma decimale — non un prezzo realmente offerto da qualcuno, solo il caso di scuola che il lettore può ricostruire da sé con due tasti della calcolatrice. Le probabilità implicite di quei due lati, ciascuna pari al reciproco del prezzo, sommate danno circa il 105,26 %, quindi la quota di restituzione è di circa il 95 %, e il margine del bookmaker che ne deriva è di circa il 5 % su ogni unità puntata a quel mercato.

La banda è il vero contenuto del conto. Su una quota da 1,90 per lato il margine sta intorno al 5 %, ma il numero si muove con il mercato: sui due esiti scende verso il 2,5 % quando entrambi i lati arrivano a 1,95, e sale verso il 10 % quando si fermano a 1,80. La stessa partita, lo stesso esito, una differenza che sulla singola giocata sembra nulla e su un anno di schedine assomiglia a una tassa.

Il confronto tra operatori va perciò fatto dentro un mercato, non tra mercati. Un prezzo da 1,90 sull’esito finale di una partita di Serie A non è comparabile con un prezzo da 1,90 su un mercato sui tiri in porta: il secondo vive in un mercato con meno liquidità, e il margine che ci sta dentro è, tipicamente, più alto. La comparazione onesta si costruisce riga per riga, mercato per mercato, e va rifatta a ogni giornata, perché le quote si muovono con le notizie.

[Immagine: comparazione-di-quote-di-scommesse-fondamen — Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno — Nelle scommesse sportive il payout si calcola sommando i reciproci delle quote di tutti gli esiti possibili e dividendo 1 per questa somma.]

La normativa: la concessione che rende «sicuro» un sito, e che cosa vuol dire ancora

In Italia l’offerta di gioco a distanza si regge su un impianto preciso: il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Il testo non parla di licenze aperte. Parla di concessioni, assegnate tramite gara pubblica, e l’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti da remoto: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; bingo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90% nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l’85% in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio.

Chi vince la gara può gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico (art. 6, comma 3). Le condizioni e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata del rapporto (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Tra i requisiti ci sono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5).

Che cosa dice davvero l’elenco ADM — e che cosa non dice

Il test pratico per chi vuole un operatore con concessione ADM è uno solo, ed è pubblico: l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza». Nella lettura del 25 ottobre 2026 porta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito. Il registro non ha una colonna per i giochi, e questo è il punto su cui la maggior parte delle guide scivola: un nome sull’elenco non prova da solo che quel sito offra scommesse sportive, perché il concessionario può detenere il diritto a scommesse, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse con interazione diretta e bingo in qualunque combinazione. La prova del prodotto sportivo sta nel sito e nell’app dell’operatore, che per obbligo indicano numero di concessione e società nelle proprie condizioni.

L’elenco è anche il posto dove si capisce quanto poco valga una posizione in una classifica. Un marchio presente qui non è automaticamente un bookmaker sportivo; un marchio assente non è automaticamente fuorilegge, perché il registro non è il catalogo di tutta l’offerta italiana. Serve a rispondere a una domanda sola, e quella domanda è se un indirizzo .it ha titolo per accettare giocate in Italia.

Le quote del palinsesto: non tutto ciò che si vede è giocabile

L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. La conseguenza è secca: si può scommettere solo sugli eventi del palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta, e la trasparenza del mercato su questo è scarsa. Nel settembre 2026 è stata autorizzata la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo quanto riporta la stampa di settore; quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga resta materia dell’operatore.

Il catalogo, però, ha più strati di quanto la parola «calcio» lasci intendere. L’art. 2, lett. v) definisce le scommesse su eventi simulati — eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e ammette questi eventi dentro la concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c) e art. 2, lett. h) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili — che richiedono una concessione propria. Le scommesse in modalità live sono offerte da tutti i grandi operatori, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono pubbliche con questo grado di dettaglio.

Sul betting exchange, cioè sulle scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, la legge è chiara e vale la pena leggerla bene: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) ammettono il gioco, e il concessionario mette in contatto anonimo chi punta e chi banca, senza essere la controparte. Qui la comparazione di quote cambia natura: chi punta e banca è il mercato, e la piattaforma guadagna sulla commissione, non sull’overround. Betfair è descritta come la prima a portare questo modello in Italia, con concessione 16028; la sua documentazione è riportata indicare regole specifiche per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di settore del 2024 riporta che sul mercato italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e come siano fissate le commissioni è materia che va verificata direttamente sulla piattaforma.

Che cosa rischia chi sceglie un sito senza concessione

L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 dispone che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga due elenchi pubblici, sui siti di ADM e della Guardia di Finanza: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che non rispettano un ordine di ADM incorrono in sanzioni da 30.000 € a 180.000 € per violazione.

Il blocco opera a livello di DNS e su alcune reti arriva in ritardo. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, secondo quanto riportato dalla stampa di settore in relazione all’ordine del 24 settembre 2025; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini alla volta, e i cosiddetti mirror ricompaiono in poche ore. Il risultato si legge nel verbo che il mercato usa: oscurati. Non cancellati.

Sul fronte del giocatore la posizione di ADM è esplicita. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la richiama, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e aggiunge che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti a carico di un giocatore non risultano.

Qui la parola «sicuro» smette di essere marketing. La differenza tra una piattaforma con concessione ADM e un sito senza concessione non sta nelle quote, sta nel contorno: iscrizione al RUA, vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori, una sede legale italiana davanti a cui far valere un reclamo, l’assenza di un rischio di blocco. Un sito offshore con licenza straniera non offre nulla di tutto questo, e quella licenza non ha alcun valore in Italia.

Pubblicità e bonus: che cosa non si può reclamizzare

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo richiama il 28 febbraio 2024 con parole che non lasciano margini: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il quadro però si sta muovendo, e chi legge una comparazione di quote dovrebbe saperlo perché è l’unico motivo per cui questo mercato è così silenzioso. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica presentata da Forza Italia in occasione della manovra 2026 per rimuovere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese, non ha avuto esito noto ed è ferma.

Un chiarimento che vale più di una pagina di commento: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus. Non esiste un tetto statale ai bonus e non esiste un tetto statale ai requisiti di puntata; importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore, ed è lì che vanno confrontati.

La tassazione: chi paga, e che cosa resta al giocatore

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, di cui all’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, colpisce il concessionario, non il giocatore. Per le scommesse a quota fissa è pari al 20,5 % se raccolta sulla rete fisica e al 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote; in precedenza erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se e come i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Per il giocatore la conseguenza pratica è questa: le vincite pagate da un concessionario con concessione ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo avviene alla fonte e l’importo che arriva è già netto. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: prima di farci affidamento su cifre rilevanti conviene consultare un commercialista.

Cambia tutto, invece, con i siti senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta. La posizione si riassume così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

[Immagine: comparazione-di-quote-di-scommesse-normati — Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna — Per le quote dei bookmaker sono tipici un payout di circa il 90% nelle scommesse con due esiti possibili, per esempio il tennis, e di circa l’85% in quelle con tre esiti possibili, per esempio il calcio.]

La tutela del giocatore: che cosa protegge davvero un conto di gioco

La protezione del giocatore in Italia non è un codice di condotta volontario: è un capo di legge. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che il concessionario deve mettere a disposizione — autolimiti di tempo, di spesa e di perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.

La parte che riguarda il portafoglio è la più concreta. Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già in fase di iscrizione, e le condizioni sono coerenti su un punto: una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. È l’unica asimmetria di questo mercato che lavora a favore di chi gioca, ed è voluta. La cifra del limite di deposito che ADM fissa nella gara di concessione non è pubblica.

Il RUA e le esclusioni: l’unico interruttore che spegne tutto insieme

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è lo strumento più radicale del sistema: un’autoesclusione registrata blocca l’accesso a tutte le piattaforme online con concessione ADM e alle sale fisiche, non solo al sito dove la richiesta è stata fatta. Una sola decisione, e il gioco legale si chiude ovunque in Italia. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede gli strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo scelto dal giocatore.

Le condizioni dei singoli operatori dicono come si articola in pratica. Admiralbet prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di settore riporta che le forme parziali di esclusione partono dalla stessa data.

Il punto debole del sistema è quello che nessuna pagina promozionale scrive. Un sito senza concessione non è collegato al RUA. Chi si è autoescluso e cerca comunque un tavolo lo trova fuori dal perimetro, su una piattaforma che non sa nulla della sua decisione e non ha alcun obbligo di rispettarla. L’autoesclusione protegge dal gioco legale, non dal gioco in assoluto.

I limiti al momento dell’iscrizione, operatore per operatore

Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; come altrove, un limite ridotto ha effetto immediato e uno aumentato dopo 7 giorni. bet365 mette a disposizione periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

L’identificazione è l’altro pilastro, e conviene conoscerne i tempi. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; Goldbet offre anche il CIE attraverso un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Trenta giorni sembrano tanti finché non si prova a prelevare la prima vincita. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 pone la «tutela dei minori di età» tra i principi del settore.

Il dovere di informazione e la sua copertura

L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra che si legge raramente e che dice molto: il sistema si finanzia la propria comunicazione di prevenzione con una quota dei ricavi, e la misura è piccola per costruzione.

Che cosa resta al lettore, in pratica. Chi gioca su un sito con concessione ADM ha a disposizione limiti modificabili al rialzo solo con attesa, un registro che spegne tutto, un canale di assistenza con orari minimi e un fondo di comunicazione sulla prevenzione. Chi gioca altrove non ha nessuno di questi strumenti, e l’unica difesa che gli resta è quella che si costruisce da sé.

Formato, mercato e copertura: leggere una quota prima di giocarla

Il formato con cui si scrivono le quote in Italia è decimale, con la virgola: si legge 1,85, si legge 2,50, e l’equivoco con il formato inglese a frazioni o con quello americano non esiste — è la ragione per cui un comparatore italiano di quote è, per un lettore italiano, più leggibile di un comparatore internazionale.

La conversione in probabilità è immediata e vale la pena farla a mente: l’implicita di una quota decimale è il reciproco del prezzo, quindi 1,01 diventa 99,01 %, 2,00 diventa 50,00 % e 4,00 diventa 25,00 %. Una quota a 1,85 corrisponde a poco più del 54 %. Se il lettore pensa che l’evento sia al 60 % e il mercato dice 54 %, il disaccordo è la vera informazione della giocata, molto più del nome del bookmaker.

I tipi di giocata cambiano la forma del confronto. La singola è una selezione e una quota: la comparazione è elementare, si guardano due prezzi e si scegle quello più alto. La multipla moltiplica le quote delle selezioni in un prezzo unico, e la moltiplicazione fa salire il payout potenziale mentre abbassa la probabilità: ogni margine contenuto nelle singole quote si somma dentro la multipla, e una multipla costruita su cinque mercati diversi paga cinque margini, non uno. Il sistema, cioè l’insieme di giocate che copre più combinazioni possibili, distribuisce la copertura su più esiti e riduce la varianza al costo di una puntata totale più alta: qui la comparazione delle quote pesa molto, perché su decine di combinazioni una differenza di due centesimi di quota si cumula in modo visibile.

Il calcio domina il volume e ha la struttura più articolata. Il mercato 1X2 è il tre esiti per eccellenza — casa, pareggio, trasferta — ed è quello dove il payout tipico si avvicina all’85 %. Da lì si diramano Under/Over sulle reti totali, Goal/NoGoal, DNB, il «rimborso in caso di pareggio», e gli handicap, che riequilibrano un pronostico spostando il risultato di partenza. Ogni passaggio a un mercato meno frequentato tende a costare di più in margine, ed è la ragione per cui i mercati di nicchia — risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini, rigori — hanno quote apparentemente generose e un payout interno più basso.

Il tennis è il caso opposto e utile come metro: due esiti, un payout tipico intorno al 90 %, un prezzo che si legge quasi direttamente come probabilità. Chi vuole capire se un operatore è caro o economico fa prima a testarlo su un mercato a due esiti che su un 1X2, perché la struttura lascia meno spazio agli aggiustamenti.

Una funzione che merita una riga a parte è il Cash Out, cioè la possibilità di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Non è una quota migliore, è un’uscita anticipata: il prezzo di chiusura lo propone il bookmaker e incorpora lo stato della partita e il margine. Comodo, e va detto anche questo: non è gratis.

[Immagine: comparazione-di-quote-di-scommesse-normati — già collocata nella sezione sulla normativa.]

Le condizioni di benvenuto: quanto costa davvero il bonus

Il «bonus di benvenuto» è il termine che gli operatori usano, e la prima cosa da capire è che non esiste un tetto statale né all’importo né ai requisiti di puntata. Non c’è una legge che dica quanto un bonus possa valere o quanto rigioco possa pretendere: tutto sta nelle condizioni dell’operatore, ed è lì che va letto. La seconda cosa da capire è che il tipo di offerta conta quanto l’importo. Un bonus cash è denaro; un bonus da giocare è credito; una quota maggiorata è un prezzo migliore per una sola giocata; un’assicurazione multipla è una restituzione condizionata. Confrontarli per numero stampato sulla home page è il modo più rapido per sbagliare.

Il caso di William Hill è il più istruttivo perché è il più dettagliato. Il Benvenuto Sport prevede un bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni; il bonus viene erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00, giocate con denaro reale.

Vale la pena tradurre quei requisiti in soldi, senza girarci intorno. Le tranche significano che il bonus non arriva in un blocco: si sblocca pezzo per pezzo, e ogni pezzo richiede una multipla da almeno cinque selezioni a quota minima 5.00 complessiva. Cinque selezioni significa cinque margini incassati dal bookmaker in un solo biglietto, e un prezzo totale di 5.00 significa una probabilità implicita intorno al 20 %. Non è una condizione impossibile, ma non è nemmeno una formalità: è un obiettivo di puntata che va centrato più volte, e ogni volta con denaro reale, quindi con puntate che escono dal conto a prescindere dall’esito. Il «bonus cash» che si legge nel titolo è denaro, ma denaro che si sblocca a rate e con una qualificazione precisa su ogni tranche.

Il «deposito minimo 20 € entro 7 giorni» è l’altra faccia della medaglia. Sette giorni per attivare l’offerta sono pochi per chi non ha ancora deciso con quale metodo ricaricare, ed è esattamente il momento in cui la fretta spinge a versare prima di aver letto le condizioni. La finestra breve non è una trappola, ma è una scadenza, e le scadenze costano a chi si muove tardi.

Sugli altri operatori l’offerta resta molto meno specificata: Goldbet, per esempio, indica che scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto, senza che i dettagli di rigioco emergano dalle informazioni disponibili con questo livello di dettaglio. Una differenza di trasparenza che vale come informazione: dove i requisiti sono pubblicati in modo analitico, il lettore può calcolare il costo; dove non lo sono, il calcolo lo fa chi propone l’offerta, e non necessariamente a favore di chi la riceve.

Ecco perché la domanda giusta non è «quanto vale il bonus», ma «quanto costa sbloccarlo». Un bonus da 50 € che richiede un giro di puntate su quote alte può valere meno di un bonus più piccolo con requisiti leggeri, e il punto di pareggio dipende dal margine dei mercati su cui si è costretti a giocare. Il conto, in fondo, non è diverso da quello delle quote: si guarda quanto entra e quanto esce.

I dieci concessionari nel dettaglio: che cosa cambia nel confronto

Le schede che seguono prendono ogni piattaforma dai suoi dati: il numero di concessione e la società che la detiene, il sito .it su cui la concessione è esercitata, e quello che le condizioni dell’operatore o la scheda della sua app dichiarano sul prodotto sportivo. L’ordine è quello in cui compaiono nell’elenco sopra, e non una graduatoria: il confronto sta nelle differenze, che sono più nelle funzioni che nei numeri di concessione.

bet365: l’unico che ADM ha messo per primo su un evento nuovo

La concessione è la n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, esercitata su un sito .it proprio. Sul prodotto, l’operatore dichiara Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in una schedina unica, sia pre evento sia live.

Il dato che distingue bet365 in questo elenco non sta nelle condizioni, sta nel palinsesto. Quando ADM ha autorizzato la Setka Cup nel settembre 2026, la stampa di settore riporta che bet365 è stato il primo partner. Un evento che entra nel palinsesto approvato è la sostanza di quel documento di cui si parlava nella parte sulla normativa: non un permesso generico a raccogliere scommesse, ma l’aggiunta autorizzata di un programma di eventi, uno alla volta. Che un operatore arrivi primo su un formato nuovo dice qualcosa sulla sua capacità di stare dentro la procedura, e niente sul prezzo che offrirà.

Sul costo: le Quote Maggiorate sono un prezzo migliorato su mercati selezionati, e vanno lette come tali. Un prezzo migliorato su centinaia di mercati al giorno resta un prezzo selezionato dal bookmaker: il mercato maggiorato è quello che serve, non quello che serve al lettore. La domanda utile è se il mercato che interessa al lettore sia tra quelli.

Verdetto: è la scelta di chi vuole un catalogo costruito a monte, con un operatore che compare nel registro ADM su eventi autorizzati uno per uno; Bet Builder+ è una funzione ragionata, non un accessorio.

Betsson: il catalogo più descritto, e il più difficile da misurare

Concessione n. 16027, Azzurri Limited, sito .it proprio. La scheda dell’app descrive scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

«Migliaia di eventi» è una dichiarazione di ampiezza, non di convenienza, e non aiuta a stimare il margine: il numero di eventi non dice nulla sul prezzo applicato a ciascuno. La lista dei mercati è quella che il mercato italiano conosce bene, dal tre esiti ai mercati sui marcatori, che sono tipicamente tra i più caricati di overround perché meno liquidi.

Il confronto con i due Azzurri Limited della lista, Betsson e StarCasinò, ha un risvolto pratico che sfugge a chi guarda solo i marchi: due piattaforme diverse con lo stesso concessionario possono avere condizioni di gioco diverse, e la concessione non le uniforma.

Verdetto: un catalogo ampio e tradizionale, adatto a chi cerca varietà di mercati; sulla convenienza del prezzo quella varietà non dice niente, e va verificata mercato per mercato.

Goldbet: la concessione condivisa con Lottomatica e l’accesso SPID e CIE

Concessione n. 16009, Goodbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), esercitata su Goldbet. L’app dichiara schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Il bonus è menzionato senza i dettagli che lo rendono calcolabile, e questo va detto in chiaro: senza requisiti di puntata, quote minime e scadenze, il valore dell’offerta non è stimabile. È il caso in cui la trasparenza — o la sua assenza — diventa essa stessa una caratteristica da confrontare.

Sull’identificazione Goldbet è tra gli operatori più attrezzati: oltre alla registrazione classica, l’apertura del conto passa anche dal CIE attraverso un fornitore SPID. Per chi vuole chiudere la pratica in pochi minuti senza fotocopie, è un vantaggio reale.

Verdetto: la schedina classica in tutte le sue forme e un accesso più rapido di molti alla verifica dell’identità; sull’offerta di benvenuto conviene leggere le condizioni prima di versare, non dopo.

Sisal: la schedina costruita per il giocatore italiano di calcio

Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Tra le giocate proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Il catalogo è il più «verticale» della lista: nomi e formati che appartengono alla tradizione italiana della schedina, dai mercati sul calcio a quelli sugli eventi minori di una partita. La contropartita è che i mercati sugli eventi minori sono quelli con il payout interno più basso: tiri in porta, rigori ed espulsioni sono nicchie dove il margine tipicamente sale, e una quota apparentemente interessante va confrontata con il margine che porta dentro.

Il Cash Out è disponibile e va letto per quello che è: un’uscita anticipata a un prezzo proposto dall’operatore, con il margine incorporato, non un modo per «salvare» una giocata senza costi.

Verdetto: la scelta più naturale per chi gioca il calcio italiano e vuole formati familiari; sui mercati di dettaglio il prezzo va soppesato, perché è lì che il margine si allarga.

Betfair: l’unica piattaforma di questo elenco dove il prezzo lo fa il mercato

Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

L’anomalia di Betfair in questo confronto è strutturale, non promozionale: è la piattaforma associata al betting exchange, cioè al modello di scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori ammesso dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, dove il concessionario mette in contatto chi punta e chi banca senza essere la controparte. Su un exchange non c’è overround: c’è una commissione sulle vincite, e il prezzo nasce dall’incontro tra chi offre e chi accetta. La sua documentazione è riportata indicare regole specifiche per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riporta che sul mercato italiano il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario.

Questa differenza cambia il modo di confrontare. Su un mercato tradizionale si confrontano due prezzi e si scegle il più alto; su un exchange il prezzo lo si contratta, e la voce di costo si sposta dalla quota alla commissione. Per un giocatore abituato all’overround è un cambio di logica, non un’alternativa marginale.

Verdetto: l’unico caso della lista in cui la struttura del mercato — e non lo sconto — è il motivo per guardarla; i mercati combo e la sezione Supercombo restano, invece, offerta tradizionale con margine ordinario.

Planetwin365: il palinsesto live più esplicito, e la streaming gallery

Concessione n. 16007, Pwo S.p.a. L’operatore offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.

Il dettaglio della streaming gallery non è decorativo. Il tennis tavolo e la pallavolo sono discipline con un flusso continuo di eventi, e la diretta streaming è la condizione per giocare live con cognizione; chi costruisce il proprio volume sulle scommesse in-play trova qui un palinsesto dichiaratamente pensato per questo, non un’appendice al calcio.

Il rovescio: le scommesse live sono il mercato in cui il margine tende a essere meno visibile, perché la quota cambia mentre si guarda e il confronto con un altro operatore non è immediato. Le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono pubbliche con questo livello di dettaglio, quindi il lettore verifica direttamente sulla piattaforma quali eventi siano giocabili e con quali tempi.

Verdetto: un profilo da giocatore live, con un’offerta di discipline che gli altri della lista non enfatizzano; su questo terreno la comparazione richiede di stare davanti alla schermata, non di leggere una tabella.

Eurobet: la schedina classica e il conto dove si legge che cosa si è giocato

Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, su Eurobet. L’app copre scommesse singole, multiple e sistemi, e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets.

La società è la stessa che gestisce Bwin.it e giocodigitale.it: tre siti, tre concessioni, un solo concessionario. Per il giocatore cambia poco sul piano delle condizioni, ma dice molto su come funziona il registro: la verifica va fatta sull’indirizzo .it preciso, non sul gruppo.

My Bets è una funzione di igiene più che di convenienza, e in una comparazione di quote conta. Chi tiene traccia di quindici schedine aperte tra singole e sistemi ha bisogno di sapere stato e puntata di ognuna, e la pagina che le raccoglie è il posto dove si accorge se una giocata è ancora aperta. Un sistema, per sua natura, moltiplica le combinazioni da seguire.

Verdetto: un profilo per chi gioca formati compositi — multiple e sistemi — e ha bisogno di vederli tutti in un posto; sulla singola non emerge dalla lista per nessun tratto specifico.

Lottomatica: il catalogo più orientato al campionato e allo streaming

Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), esercitata su Lottomatica. L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La concessione è la stessa di Goldbet e il marchio è diverso: due piattaforme, un concessionario, e due cataloghi che si sovrappongono molto. Chi confronta i due brand per quote deve sapere che non sta confrontando due società.

Il catalogo elencato è quello del grande calcio più due sport motoristici, con una copertura internazionale che va oltre il campionato italiano. Lo streaming accoppiato alle quote in tempo reale è la funzione che rende l’in-play praticabile, ma vale la stessa avvertenza del palinsesto live: è il terreno dove il margine è più difficile da misurare e dove il confronto tra operatori va fatto a schermata aperta.

Verdetto: la scelta per chi segue i grandi campionati internazionali e i motori, con un’offerta che copre anche il calcio estero; sul prezzo non emerge dalla lista nessuna caratteristica distintiva.

StarCasinò: una concessione per il casinò con la scommessa accanto

Concessione n. 16026, Azzurri Limited. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Qui il soggetto della pagina incontra un profilo che gli va in parte contro, e conviene dirlo: un lettore che cerca la comparazione delle quote sportive trova in StarCasinò una piattaforma il cui centro di gravità è il casinò, con il book sportivo come sezione. L’app dichiara varie tipologie di scommessa, non una specializzazione: sul calcio nazionale e sui grandi eventi internazionali il catalogo è dichiaratamente presente, sull’ampiezza dei mercati di nicchia la descrizione non si sbilancia.

Il concessionario è Azzurri Limited, lo stesso di Betsson: due marchi, un’azienda, e una condizione di gioco che va verificata su ciascuno.

A chi serve, allora. A chi cerca un conto unico dove il book convive con slot e casinò live, e non ha interesse a inseguire il centesimo di quota su un mercato secondario. A chi confronta le quote sportive per mestiere, la struttura della piattaforma dice il contrario.

Verdetto: un conto a tutto tondo in cui la scommessa sportiva è una sezione e non il perno; il profilo che le si adatta è quello di chi gioca poco volume e molto intrattenimento.

William Hill: l’unico della lista con i requisiti del bonus scritti per intero

Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc. Sul Benvenuto Sport le condizioni sono dettagliate come in nessun altro caso della lista: bonus cash pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogazione in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Il valore di questa scheda in una comparazione sta nella contabilità, non nella generosità. L’importo è piccolo rispetto a quello che il linguaggio del marketing lascia immaginare, e i requisiti lo rendono ancora più piccolo: tranche da 10 €, ciascuna legata a una multipla da almeno cinque selezioni a quota minima 5.00 con denaro reale. La parola «cash» resta corretta — è denaro, non credito di gioco — ma è denaro che arriva a rate, e ogni rata ha una qualificazione da centrare. Con quota minima 5.00 su una multipla, la probabilità implicita del biglietto sta intorno al 20 %: non un ostacolo insormontabile, un vincolo da mettere in conto quando si scegle su quali partite giocarlo. Sette giorni per il deposito minimo, e la finestra è chiusa.

Verdetto: l’operatore della lista di cui è più facile calcolare il costo dell’offerta, e anche quello per cui il calcolo restituisce un importo modesto; utile a chi legge le condizioni prima e non dopo.

Domande frequenti su quote, concessioni e limiti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, che nella lettura del 25 ottobre 2026 porta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. L’elenco non indica i giochi offerti: la conferma sul prodotto sportivo arriva dal sito dell’operatore, che nelle condizioni indica numero di concessione e società.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita lorda è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata; in una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano tra loro e formano un prezzo unico. Con la quota monetizzata. La quota resta quella del momento della giocata e non può essere modificata in seguito.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato e si divide 1 per quella somma: il risultato è la quota di restituzione, e il margine è ciò che resta. Su un mercato a due esiti a 1,90 per lato il margine derivato è di circa il 5 %; a 1,95 per lato scende verso il 2,5 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Al momento della registrazione si scegle un limite di deposito settimanale o mensile. Una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 richiede inoltre autolimiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici e canali di contatto con orari minimi.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui siti con concessione ADM il prelievo è alla fonte e ricade sul concessionario: le vincite arrivano già nette e, secondo la ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non vanno dichiarate. Per decisione prudente su cifre rilevanti conviene consultare un commercialista, perché la conferma non è su una pagina dell’amministrazione finanziaria.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, non applica gli strumenti di limite obbligatori e non è soggetto alla vigilanza di ADM; è inoltre esposto al blocco DNS e alla ricomparsa sotto altro indirizzo. ADM richiama la Legge 401/1989, art. 4: anche il partecipante a scommesse di operatori non concessionari risponde con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Scritto dal team di «Numeriescommesse».

Siti di scommesse per l’Italia: 10 operatori a confronto
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