Siti di scommesse esteri 2026: 52 concessioni, nessuna per un .com

Updated Ottobre 2026
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Il mercato delle scommesse online italiane si divide in due zone, e non è soltanto un modo di dire. Da una parte ci sono i siti che espongono un numero di concessione rilasciato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, girano su un dominio .it, rispondono ai limiti di deposito e all’autoesclusione registrata, e finiscono in un tribunale italiano quando qualcosa va storto. Dall’altra ci sono le decine di piattaforme che compaiono in ricerca con una licenza straniera in fondo alla pagina e un’interfaccia in italiano in cima: funzionano, accettano scommesse, a volte pagano in fretta, e in Italia non esistono.

Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, con le condizioni di partecipazione e i requisiti di identificazione verificati sulle pagine pubbliche dei concessionari e sui registri dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS).

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Questa distinzione è la sola cosa che conta prima di guardare qualsiasi quota. La differenza tra le due zone non è una differenza di qualità del prodotto. È una differenza di chi risponde di quel prodotto, e a chi.

Il contenuto di questa pagina è informativo e non è consulenza fiscale né legale.

Indice dei contenuti
  1. Il meccanismo sotto la superficie: concessione, dominio, elenco
  2. Cosa dicono la norma e la vigilanza sugli operatori senza concessione
  3. Prevenzione, autolimiti e il registro che vale in tutte le piattaforme autorizzate
  4. Concessione, limiti e tutele: come si confrontano i domini italiani
  5. Criteri di valutazione: cosa guardo prima di dire che un bookmaker è fatto bene
  6. I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno
  7. Domande frequenti su concessioni, limiti e operatori esteri

Il meccanismo sotto la superficie: concessione, dominio, elenco

Un foglietto di carta vale più di un’interfaccia

Un bookmaker che vuole raccogliere scommesse da un giocatore in Italia ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza. Non è una licenza che si compra a catalogo, come certi certificati esotici che campeggiano in fondo ai siti .com: è un titolo ottenuto per gara pubblica, con requisiti di capitale, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’Agenzia fissa nel bando. L’ultima gara, quella di settembre 2026, ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2026.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Quei numeri dicono due cose al lettore. La prima è il costo d’ingresso: sette milioni per nove anni sono una barriera che taglia fuori chiunque voglia provare a raccogliere scommesse senza struttura societaria alle spalle. La seconda è che le 93 domande non sono diventate 93 concessioni: qualcuno è rimasto fuori, e chi è rimasto fuori non è automaticamente un truffatore, ma è automaticamente un operatore senza titolo.

La concessione è legata al sito, non alla società

Qui si annida l’errore che quasi tutti fanno, e non è un dettaglio burocratico: è la ragione per cui il controllo va fatto un dominio alla volta. La concessione italiana è intestata a un sito, non a un marchio, e lo stesso gruppo può detenerne più di una. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, per esempio, compare con tre domini distinti sui quali operare. Quindi il fatto che un gruppo sia presente nell’elenco dei concessionari non garantisce che il dominio su cui state per registravi lo sia. Ogni indirizzo ha la sua riga. Le 52 righe dell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, lette il 25 ottobre 2026, portano i codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo dominio .it.

Chi si trova davanti a un sito che somiglia all’originale ma ha un’estensione diversa, o un trattino in più, sta guardando un dominio che non è quello della concessione. Nessuno di quegli indirizzi clonati ha una riga nell’elenco.

Essere nell’elenco non significa accettare scommesse sportive

L’elenco dell’Agenzia non ha una colonna che dica quali giochi un concessionario può offrire. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo. Il risultato è che un nome presente nell’elenco può essere un operatore di casino senza un vero palinsesto sportivo, e un nome assente dall’elenco non è per questo un operatore illegale: altri concessionari esistono oltre ai dieci descritti più avanti.

Le due verifiche vanno quindi tenute separate. La prima — «questo dominio ha una concessione?» — si fa sull’elenco pubblico dell’Agenzia, che è l’unico test valido. La seconda — «questo operatore accetta davvero scommesse sportive a quota fissa?» — si fa soltanto sul sito dell’operatore e sulla sua app, guardando il palinsesto e le tipologie di giocata.

Cosa significa «palinsesto» e perché vi riguarda

Il palinsesto è il programma degli eventi e delle tipologie di giocata preparato dal concessionario e approvato dall’Agenzia. Una scommessa può essere accettata soltanto su eventi che stanno dentro quel programma. Non è una formalità: gli eventi vengono autorizzati uno per uno. A settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con un operatore come primo partner. Il che spiega perché a volte cercate un torneo minore e non lo trovate su nessuna piattaforma italiana: non è un’omissione del bookmaker, è che quell’evento non è ancora entrato nel palinsesto approvato.

Quattro cose che cambiano se il sito è italiano

Il confronto onesto tra un concessionario e un sito estero non si gioca sul margine del bookmaker, che in entrambi i casi esiste e in entrambi i casi lo pagate voi. Si gioca su quattro cose che il sito estero semplicemente non ha.

L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata richiesta. Un sito senza concessione non è collegato al registro, quindi un giocatore autoescluso lì non è protetto da nulla: la sua autoesclusione vale su tutte le piattaforme italiane tranne quella su cui sta giocando.

I limiti di deposito sono scelti dal giocatore in registrazione, e l’operatore deve applicarli secondo protocolli approvati dall’Agenzia. L’Agenzia vigila, e questo significa qualcosa di concreto: le condizioni contrattuali e il regime fiscale della concessione restano fissi per tutta la durata della concessione, quindi l’operatore non può cambiarvi le regole a metà strada.

La sede legale del contenzioso è italiana. Se nasce una contestazione su un prelievo negato o su un conto chiuso, la partita si gioca davanti a un giudice italiano e con la normativa italiana come riferimento.

Infine c’è il fisco, ed è il punto in cui la differenza smette di essere teorica. Su un concessionario l’imposta unica la paga l’operatore — 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite restituite — e le vincite che ricevete non vengono tassate in capo a voi. Su un sito estero la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, e un’aliquota IRPEF applicata che qui nessuno può indovinare. Prima di contare su quella vincita conviene parlarne con un commercialista, perché il conto potrebbe cambiare di molto.

Cosa dicono la norma e la vigilanza sugli operatori senza concessione

Il decreto del 2024 ha riscritto la cornice

Il riferimento oggi è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori; bingo.

L’art. 6, comma 3 fissa la durata a nove anni al massimo, senza rinnovo. L’art. 6, comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno sui limiti di deposito che l’Agenzia stabilisce nel bando. Sono clausole che valgono nel momento in cui l’operatore entra nel sistema, e gli restano addosso per tutto il tempo che ci rimane.

L’elenco degli inibiti e il reindirizzamento

L’Agenzia blocca dal 2007 i siti privi delle autorizzazioni previste e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’art. 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. Chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti, e l’elenco più recente risultava aggiornato al 13 ottobre 2026.

Il reindirizzamento cambia forma. Dall’aprile 2026 i domini inibiti vengono mandati su sito-inibito-giochi.adm.gov.it invece che sull’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione, quindi incontrare l’uno o l’altro dipende da quando è stata aggiornata la lista del vostro fornitore.

Perché il blocco funziona a metà e cosa resta comunque

Il blocco lavora a livello DNS, e questo spiega sia la sua efficacia sia la sua fragilità. Un ordine del 2025 aveva portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta. Ma qualcuno dei fornitori di connettività resta indietro rispetto alle liste, e gli specchi dei domini bloccati ricompaiono nel giro di ore. Il termine che circola per il risultato è «oscurati».

Il punto che il blocco non tocca è però un altro. Un dominio oscurato non è un dominio pericoloso nel senso in cui lo sarebbe un malware: è un dominio senza titolo per raccogliere giocate in Italia. Cambiare fornitore, usare una rete diversa o aspettare che compaia l’ennesimo specchio non produce alcun effetto sulla questione di fondo, che è se qualcuno risponde di quella raccolta.

Chi ci rimette se l’ordine viene aggirato

Qui la norma smette di riguardare solo gli operatori. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’Agenzia rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata. Non è una multa simbolica, ed è la ragione per cui il sistema si regge su una catena di soggetti privati obbligati: se il vostro provider non aggiorna le liste e il vostro circuito di pagamento continua a servire un operatore senza titolo, l’esposizione è loro.

Prevenzione, autolimiti e il registro che vale in tutte le piattaforme autorizzate

Il limite di deposito si sceglie una volta e vale da subito

Alla registrazione su un concessionario il giocatore sceglie il proprio limite di deposito. È una scelta che ha una proprietà asimmetrica e vale la pena leggerla bene: un limite ridotto ha effetto immediato, mentre per aumentarlo bisogna attendere sette giorni. Un concessionario intervistato mostra esattamente questa meccanica nella propria procedura di registrazione, dove chiede di impostare un tetto massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

I sette giorni non sono una punizione. Sono il tempo che il sistema vi concede per ripensarci, e sono la parte di questa disciplina che funziona meglio, perché colpiscono il momento in cui si decide di alzare il tetto — cioè il momento in cui di solito si è già in perdita.

Il RUA e i periodi di autoesclusione

Il Registro Unico degli Autoesclusi è stato istituito nel 2018 e blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Il principio è che l’autoesclusione registrata nel registro si estende a tutte le piattaforme autorizzate, indipendentemente dal concessionario presso cui è stata chiesta: non è un tasto «pausa» del singolo operatore, è un blocco di sistema.

Le durate sono cambiate di recente, e chi aveva in mente i vecchi scaglioni rischia di sbagliare. Le condizioni di un concessionario prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un intervallo molto più largo significa due cose opposte a seconda di chi lo usa: chi ha bisogno di una pausa breve non deve più sparire per un mese intero, e chi ha bisogno di un blocco lungo lo ottiene senza dover passare per una procedura a tempo indeterminato.

Gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione

L’art. 15, comma 1 del decreto del 2024 elenca una serie di strumenti che il concessionario deve offrire: autolimiti sul tempo, sulla spesa e sulla perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati dall’Agenzia; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

La categoria «anche per categoria di prodotto» è quella che sfugge a più persone. Un giocatore può chiudere il casino e tenere aperto lo sport, o il contrario, e questo tipo di esclusione parziale è previsto dalla norma. Un sito di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026, mentre i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina dell’Agenzia indicano.

Il dovere di informazione, tradotto in soldi

C’è una cifra che raramente finisce in prima pagina e che dice quanto il legislatore prenda sul serio questa parte: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, e comunque non più di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. Non è pubblicità del proprio marchio: è il contributo obbligatorio alla parte del sistema che prova a limitare i danni.

Il paradosso dell’autoesclusione su un sito non autorizzato

Un giocatore che si è autoescluso dal registro può aprire un conto su un sito estero e giocare lo stesso, senza violare alcun blocco automatico. Su quel sito nessuno sa che esiste un registro, nessuno ha l’obbligo di consultarlo, e nessuno ha l’obbligo di offrirvi un canale di contatto cinque giorni a settimana. Il paradosso è che il sistema di protezione più solido del mercato italiano è anche l’unico che un cambio di dominio — pochi secondi di navigazione — rende inoperante.

Se il problema è il controllo del proprio gioco, il sito estero non è una scelta neutra: è la scelta che rimuove esattamente lo strumento che si stava usando.

Concessione, limiti e tutele: come si confrontano i domini italiani

La tabella seguente mette a confronto i dieci concessionari descritti più avanti su tre cose: chi detiene la concessione, il numero di concessione, e cosa le condizioni del concessionario stabiliscono sul tema di questa pagina. Le ultime colonne sono deliberatamente diverse tra loro perché le condizioni pubblicate non coprono gli stessi punti per tutti, e uniformarle significherebbe inventare.

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa stabiliscono le condizioni sul tema di questa pagina
Lottomatica ADM n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —
AdmiralBet ADM n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. Conservazione dell’autoesclusione per 7-270 giorni o a tempo indeterminato; limite di ricarica, spesa e tempo di gioco scelto in registrazione, riducibile subito e aumentabile dopo 7 giorni
William Hill ADM n. 16044 — William Hill Malta Plc —
StarCasinò ADM n. 16026 — Azzurri Limited —
Planetwin365 ADM n. 16007 — Pwo S.p.a. —
NetWin ADM n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. —
Betfair ADM n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. —
Eurobet ADM n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
Sisal ADM n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. —
bet365 ADM n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc —

La colonna che salta all’occhio è anche la più onesta: una sola riga su dieci ha qualcosa da dire sul tema, e le altre nove portano il segno convenzionale dell’informazione assente. Non è una svista di chi scrive. È la fotografia di come queste aziende comunicano: la concessione e la società sono dichiarate in modo uniforme e verificabile, perché il numero va esposto; le condizioni pratiche di autolimitazione salgono in superficie solo quando l’operatore decide di farne un argomento commerciale. La conseguenza per il lettore è che il confronto sui limiti non si può fare da fuori — si fa dentro il conto, aprendo la sezione delle condizioni e leggendo la parte che nessuno mette in vetrina.

Vale la pena notare un’altra cosa sulle concessioni. La società che detiene il titolo quasi mai porta il nome del marchio: dietro un dominio noto ci sono spesso ragioni sociali che nessuno conosce, e alcune di queste società sono le stesse che gestiscono marchi concorrenti. Chi vuole capire chi c’è davvero dietro un sito legge quella colonna, non la home page.

Il marchio, invece, è la parte peggiore su cui basare un confronto. Metà dei dieci nomi in tabella sono prima di tutto operatori di casino con un bookmaker dentro. Un’app può essere eccellente sul live casino e modesta sui mercati delle scommesse, o il contrario, e la concessione non dice nulla in merito. Per questo la valutazione operatore per operatore qui sotto parte dal prodotto sportivo e non dal marchio.

Criteri di valutazione: cosa guardo prima di dire che un bookmaker è fatto bene

La concessione è il punto di partenza e non il criterio di qualità. Una volta accertato che il dominio ha un titolo per raccogliere giocate in Italia, restano quattro domande che distinguono un operatore comodo da uno scomodo, e sono le stesse che applico a ciascuno dei dieci.

La prima è la profondità del palinsesto. Non il numero di eventi in vetrina, ma i campionati che coprono, le competizioni minori, le tipologie di giocata sul calcio e sugli altri sport. Un operatore che copre Serie A e Premier League e si ferma lì va bene per chi gioca una multipla la domenica, e lascia a piedi chi cerca un torneo di volley o un mercato sui tiri in porta.

La seconda è la varietà di forme di giocata oltre la singola. Singola, multipla e sistema sono il minimo; sopra ci stanno le combo, le giocate alternative sullo stesso evento, il cash out per chiudere prima della fine, i mercati a quota fissa su eventi simulati. Un operatore che ha il cash out e uno che non lo mostra non sono lo stesso prodotto.

La terza è la trafila di apertura del conto, perché è il primo ostacolo reale e non una formalità. Registrazione classica con copia di un documento, identificazione con SPID, a volte con CIE: la differenza pratica tra queste strade, per chi ha più di un’ora di vita, è tutta in quante volte il conto finisce sospeso in attesa di un documento che nessuno ha voglia di fotografare.

La quarta è la parte che nessuno mette nelle pubblicità: l’accessibilità degli strumenti di autolimitazione. Se il limite di deposito è a due tocchi dalla home, l’operatore lo considera parte del prodotto. Se è sepolto dietro tre menu e una pagina di condizioni, lo considera un adempimento.

Un quinto criterio, che non entra in classifica, è il tipo di vincolo che l’offerta di benvenuto porta con sé. Un bonus in denaro, un bonus da verificare, un bonus reale pari a una percentuale del primo deposito: sono cose diverse, e la più importante delle differenze è quante volte bisogna rigiocare l’importo prima di poterlo prelevare. Un tetto basso e una quota minima bassa valgono più di un importo grosso che moltiplica il vincolo.

I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno

L’ordine qui sotto è quello di questo elenco e non è una classifica di merito. Ogni voce parte da ciò che distingue la piattaforma nella comparazione — il palinsesto, i mercati, la forma di accesso al conto — e finisce con un giudizio, che è la parte che nessuno può fare al posto del lettore.

Lottomatica: il palinsesto che somiglia a un palinsesto italiano intero

L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, Formula 1 e MotoGP tra gli altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per seguire la partita in diretta mentre si gioca live. La griglia è quella di chi punta su un pubblico generalista: c’è il campionato nazionale nelle sue due divisioni principali, c’è la coppa europea, ci sono i due motori. È una copertura costruita sull’audience televisiva, non sul giocatore di nicchia.

La concessione è la ADM n. 16010, detenuta da Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Chiunque cerchi Lottomatica sa che il nome è enorme nella rete di raccolta fisica; la parte online sta sul sito ufficiale, che è legato alla riga dell’elenco.

Lo streaming accanto alle quote è la funzione che fa la differenza qui, perché sposta il gioco live da «seguo il risultato» a «guardo la partita nello stesso schermo su cui gioco». Non cambia il margine che pagate, che resta dentro la quota come da chiunque. Cambia quante volte aprite il conto nella settimana, e quindi quante volte piazzate una giocata che senza il video non avreste piazzato.

Il punto debole è l’altra faccia della stessa scelta. Un palinsesto costruito sugli eventi che interessano a tutti lascia scoperti gli sport di nicchia, e chi cerca un mercato su un torneo minore di basket o una competizione di volley probabilmente non lo trova qui. Il gruppo, d’altra parte, è tra quelli con più di una concessione, e i domini legati alla stessa società non sono intercambiabili: chi si registra lo faccia sul dominio che vuole usare davvero.

La conclusione, quindi, non riguarda la brand awareness. Lottomatica risolve il problema di chi vuole il campionato italiano, la coppa europea e due ruote a portata di mano senza cambiare piattaforma. Non risolve quello di chi ha bisogno di un palinsesto profondo.

AdmiralBet: l’identificazione e i limiti scritti per esteso

AdmiralBet è l’unico dei dieci che ha qualcosa da dire per esteso su questa pagina, ed è un motivo sufficiente per leggerne le condizioni prima delle altre. Nella registrazione il conto si apre con la procedura classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. La concessione è la ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l., e il sito ufficiale è quello del marchio.

Il tema di questa pagina — come un concessionario gestisce il proprio gioco — è coperto qui con un livello di dettaglio che gli altri non offrono pubblicamente. Alla registrazione il sistema chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato su un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato. L’autoesclusione, nelle condizioni del concessionario, copre 30, 60 o 90 giorni oppure il tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Le due strade di identificazione sono un compromesso ragionevole: chi ha SPID fa tutto in pochi minuti e si ritrova i dati già compilati, chi non lo ha carica due foto di un documento. Nessuna delle due è un ostacolo serio, anche se il formato dei file accettati è una restrizione di cui conviene essere consapevoli prima di scattare la foto sbagliata.

Tre livelli di limite — ricarica, spesa e tempo — moltiplicati per tre orizzonti — giornaliero, settimanale, mensile — sono nove caselle da compilare in un momento in cui si è appena arrivati e si vuole giocare. È la parte della registrazione che nessuno ricorda con piacere, ed è anche quella che un giocatore tende a riempire con numeri tondi e alti pur di arrivare in fondo. Il default è vostro, non dell’operatore.

La conclusione qui è sul tipo di operatore, non sull’offerta. AdmiralBet è il concessionario che mette per iscritto ciò che la norma gli chiede; per chi vuole sapere prima, e non dopo, dove sono i tetti e come si cambiano, è la prima porta da aprire.

William Hill: due strade di benvenuto e il prezzo della fretta

Il Benvenuto Sport di William Hill accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La concessione è la ADM n. 16044, di William Hill Malta Plc, sul dominio William Hill.

Le due strade hanno lo stesso nome e natura diversa, e la differenza non è soltanto il doppio dell’importo. Con SPID si ottiene subito un bonus sport da 10 €; con la registrazione manuale si ottiene un bonus di verifica da 5 €, subordinato all’invio dei documenti entro 96 ore. La finestra delle 96 ore è il dettaglio che decide: chi si registra in fretta e rimanda la foto del documento oltre quel termine non prende la versione da 5 €. E vale la pena leggere come funziona quel bonus prima di contarlo: un bonus di verifica non è denaro, e quando si trasforma in una giocata il suo importo di solito non torna indietro con la vincita.

Quindi il calcolo è presto fatto. Chi ha SPID prende il valore pieno senza condizioni temporali; chi non lo ha ha quattro giorni per mandare i documenti e un importo dimezzato se lo fa in tempo. Non è pubblicità ingannevole, è pubblicità incompleta — e la parte incompleta è quella che costa.

Il giudizio, per chi arriva da questa pagina: la corsa è a chi apre il conto con SPID. Le 96 ore per la strada manuale sono un termine stretto per un gesto che la maggior parte delle persone fa il giorno dopo essersi registrata, e chi non lo rispetta non ha perso nulla di grave, ma ha preso un quinto di quello che credeva.

StarCasinò: il casino con il bookmaker dentro

L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La concessione è la ADM n. 16026, detenuta da Azzurri Limited, e il sito ufficiale è quello del marchio.

Il nome dice la verità sulla gerarchia interna: qui lo sport è un’ala della casa, non la casa. Non c’è un palinsesto costruito per il giocatore di calcio, non c’è una lista di campionati esotici da spulciare: c’è un’offerta sportiva che copre i principali eventi italiani e internazionali, con varie tipologie di giocata, e accanto un catalogo di slot e un tavolo live.

Questa configurazione serve un lettore preciso: chi vuole un solo conto per la partita e per una serata al tavolo virtuale, e non ha intenzione di fare del betting l’attività principale. Il rovescio è simmetrico. Chi confronta le quote su un campionato minore o cerca un mercato particolare sul calcio non troverà qui la profondità che trova altrove, e lo scoprirà dopo la registrazione.

C’è anche un effetto collaterale che vale la pena dire: il marchio «casino» in nome attira un pubblico diverso da quello di un bookmaker puro, e la pressione a spostarsi sul prodotto di casa esiste in ogni piattaforma mista. Non è un difetto dell’operatore, è una caratteristica del modello. Chi gioca a scommesse e non vuole tentazioni sappia che sta entrando in una casa costruita principalmente per un altro gioco.

Per chi cerca unicamente un bookmaker per il calcio, il nome in vetrina è già una risposta sbagliata; per chi vuole una sola app per tutto, è una soluzione che altre non offrono.

Planetwin365: l’elenco delle competizioni che nessuno copia

L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La concessione è la ADM n. 16007, di Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365.

È l’unico della lista a nominare la Serie C, e questa singola voce dice più di tutto il resto. Chi gioca nel nostro mercato sa quanto sia difficile trovare copertura sulle serie minori, e quante volte una multipla sulla giornata di campionato si fermi perché manca proprio la partita su cui si voleva giocare. Aggiungete la Coppa Italia e il quadro è quello di un operatore che ha costruito il palinsesto calcio dalla base verso l’alto, non dalla vetrina verso il basso.

Le più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta completano il profilo: non è una copertura da vetrina, è una copertura da catalogatore. Chi scommette su hockey, pallamano o sport minori riconosce immediatamente la differenza tra un operatore che ha la voce in menu e uno che ha la quota.

Il prezzo di questo approccio è la dispersione. Un catalogo profondo è meno immediato da navigare di una home con sei eventi in evidenza, e chi vuole piazzare la giocata in trenta secondi sul derby di domenica su una piattaforma così spende più tempo a orientarsi che a giocare.

Se la domanda del lettore è se valga la pena guardare un campionato minore o uno sport che non sia calcio, questo è il nome da aprire per primo.

NetWin: il bonus in denaro che quasi nessuno offre

L’offerta Sport-50 di NetWin è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 € e codice promo da inserire al primo versamento. La concessione è la ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., sul sito NetWin.

«Bonus reale» è una categoria che va letta con attenzione, perché nel mercato italiano è la più rara e la più fraintesa. Un bonus reale è denaro accreditato, non un gettone di gioco a scadenza; ma questo non significa che sia prelevabile subito, perché tra l’accredito e il prelievo ci sta la parte che l’offerta non grida: i requisiti di puntata. Che NetWin non pubblichi i termini completi sul tema di questa pagina non la rende diversa dalla maggior parte dei concorrenti, ma per un lettore attento «reale» senza «rigiocabile» è mezza informazione.

Il vincolo qui è il deposito minimo di 20 €, che su un bonus massimo di 50 € significa che per prendere il tetto pieno bisogna depositare esattamente il tetto pieno: 50 € per 50 €. Con 20 € si prende il 100 % di 20 €, cioè 20 €. E il codice promo va inserito al primo versamento, quindi non c’è una seconda occasione: sbagliare il campo significa rinunciare al bonus.

Un tetto di 50 € dice anche chi è l’offerta. Non è il bonus di chi vuole un capitale di partenza: è il bonus di chi vuole provare la piattaforma con una cifra che non gli cambia la settimana. Per quel lettore la cifra è proporzionata al rischio.

Se l’idea è incassare e andarsene, meglio guardare altrove: cinquanta euro con requisiti di puntata sopra non diventano cinquanta euro prelevabili. Se l’idea è giocare qualche settimana senza sentire il deposito come una perdita, la proporzione tra deposito minimo e tetto è la cosa migliore che questa offerta ha.

Betfair: il mercato dove si fa anche la banca

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La concessione è la ADM n. 16028, di Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair.

Betfair è descritta come la prima piattaforma a operare come betting exchange, e il permesso per questa forma di gioco sta nell’art. 6, comma 1, lett. e) del decreto del 2024, dove l’art. 2, lett. u) la definisce come scommessa a quota fissa con interazione diretta tra giocatori: il giocatore può essere scommettitore o banco, e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo.

La meccanica cambia il ruolo di chi gioca. Sulla singola classica siete voi contro il bookmaker, e il margine è il prezzo che pagate per non dover trovare nessuno. Sull’exchange siete voi contro un altro giocatore, e il prezzo è una commissione sulla vincita, non un margine incorporato nella quota. Detto in una riga: qui potete anche prendere l’altra parte di una giocata, se accettate le condizioni del conto sullo scambio, e la documentazione dell’operatore riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi.

Il lato che nessuno mette in vetrina è la commissione. Sulle quote non c’è il margine del bookmaker, ma sulla vincita netta arriva un prelievo, e la voce «quote maggiorate» della sezione Supercombo non cambia la natura delle due cose: sono prodotti diversi nella stessa app, e chi non lo capisce finisce per confrontare un prezzo con un altro prezzo che non è della stessa famiglia.

La conclusione è netta. Betfair ha senso per chi ha già capito cosa vuol dire fare la banca, ha una strategia in testa e sa leggere le condizioni del conto sull’exchange. Chi cerca una singola sul derby domenicale la trova, ma paga una struttura di prodotto pensata per altro.

Eurobet: dal calcio agli scacchi alle elezioni

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese. La concessione è la ADM n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.

Gli scacchi e le elezioni politiche nella stessa schermata sono un manifesto. Questo operatore ha scelto la larghezza dei generi invece della profondità dentro un genere, e questo produce un palinsesto che sorprende: chi cerca una quota su un evento non sportivo trova pochissimi concorrenti in Italia, perché la maggior parte delle piattaforme non considera la categoria.

Il compromesso è nella precisione. Una piattaforma che deve presidiare il volley, la Formula 1, il reality e le elezioni non può dedicare a ciascuno la stessa cura di un operatore concentrato su due sport, e chi è abituato a trovare dieci mercati alternativi sullo stesso incontro di tennis lo nota subito.

Il vantaggio pratico è un altro e riguarda il comportamento di gioco: un catalogo ampio riduce la tentazione di piazzare una giocata di ripiego su un mercato che non si conosce, perché c’è sempre qualcosa che si segue davvero. È un argomento poco romantico, ma è quello che tiene in piedi una sessione.

Eurobet non è l’operatore che batte gli altri sulla profondità di un singolo sport, ed è quello che copre il maggior numero di cose diverse. Chi vuole una quota su un evento che nessun altro quota, qui ha la probabilità più alta di trovarla.

Sisal: oltre mille eventi al giorno e il cash out sotto il pollice

L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile. La concessione è la ADM n. 16020, di Sisal Italia S.p.a., sul sito Sisal.

La scala dell’offerta è il primo dato: Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le giocate figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Quindicimila eventi live è una cifra che ha un significato operativo preciso. Il gioco in diretta vive di finestre brevi: se l’evento che volete è in elenco, potete giocarlo mentre accade; se non c’è, il live diventa un’altra cosa. E il cash out sposta la decisione dal momento in cui si piazza la giocata a un momento successivo, il che è un’arma a doppio taglio: chiudere in anticipo una giocata in vantaggio è spesso la decisione peggiore che si possa prendere, e averla a un tocco dal pollice non aiuta a resistere.

I mercati su tiri in porta, rigori ed espulsioni sono la parte che distingue questa piattaforma per il giocatore di calcio: sono mercati da chi guarda la partita, non solo il risultato. Il Touch ID, dal canto suo, elimina la frizione di inserire le credenziali ogni volta, che è un vantaggio concreto e una piccola trappola per chi gioca d’impulso.

Sisal vince su chi vuole scegliere tra molte cose nel momento in cui la partita è in corso; perde terreno su chi cerca un singolo mercato raro e profondo, dove altri hanno più da offrire.

bet365: il partner globale della Champions e il palinsesto pre-match

bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live. La concessione è la ADM n. 16030, di Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito bet365.

Il titolo di partner globale è la cosa più interessante da leggere, purché la si legga per quello che è: un accordo commerciale con un organizzatore, non una garanzia di qualità del prodotto. Detto questo, la composizione del palinsesto racconta un’altra storia, e riguarda il peso relativo delle discipline. Ippica, freccette, boxe accanto a Premier League e Champions: sono i mercati tipici di un operatore di matrice britannica, dove l’ippica non è una voce di riempimento ma un prodotto con storia.

Per chi cerca il calcio inglese, bet365 è probabilmente la prima porta. Per chi cerca l’ippica italiana, la questione è diversa e vale la pena essere precisi: le corse dei cavalli e i giochi di ippica nazionale sono due cose distinte anche nella legge, e i secondi richiedono una concessione a parte, quindi la copertura dell’ippica su una piattaforma online non è mai una cosa che si può dare per scontata.

Il giudizio operativo è semplice e non riguarda la notorietà. Chi gioca il campionato inglese, il tennis, le freccette o l’ippica internazionale trova qui un assortimento difficile da pareggiare. Chi passa la settimana sui campionati italiani minori troverà altrove una copertura più vicina alle proprie abitudini.

Il conto del margine su una settimana tipo

Prima di guardare le offerte, vale la pena fare i conti su una situazione che riguarda la maggioranza dei lettori, e che è anche la più onesta da raccontare. Un giocatore si dà un limite di deposito settimanale di 100 € e lo gioca una volta sola, su un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90. Non è un prezzo quotato da nessun operatore: è un esempio, costruito apposta per mostrare dove finisce il denaro.

La prima cosa da notare è il margine incorporato in quelle due quote. La quota di ritorno del mercato è 0,9526 e il margine è 0,0474, cioè 4,74 % — poco sotto il 5,3 % che esce da una coppia di quote identiche ma un po’ più basse. Su 100 € di giocate, il bookmaker si tiene quindi circa 4,74 € in media.

Domande frequenti su concessioni, limiti e operatori esteri

Quali rischi concreti corre chi gioca su un sito di scommesse senza concessione italiana?

Nessuno di questi siti è collegato al Registro Unico degli Autoesclusi, quindi l’autoesclusione lì non blocca nulla e i limiti di deposito non hanno obbligo di applicazione. Resta il fatto principale: l’Agenzia ricorda che anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda non è noto.

Come si fa a verificare che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?

L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’Agenzia è l’unico test valido, e ogni riga è legata a un solo dominio .it. Due avvertenze: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi un nome presente non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive; e una posizione in una comparazione non è una concessione.

Che cos’è il RUA e come funziona in pratica l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche, secondo la durata scelta dal giocatore. Dal 1° febbraio 2026 le condizioni di un concessionario indicano durate da 7 a 270 giorni o a tempo indeterminato, con revoca possibile dopo 9 mesi. Le forme parziali di esclusione sono previste dalla norma.

Che cosa vieta oggi il Decreto Dignità sulla pubblicità delle scommesse?

L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet incluso. L’AGCOM vigila e applica una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità, con un minimo di 50.000 € per violazione.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile già in registrazione, e le condizioni di un concessionario mostrano tre livelli — ricarica, spesa e tempo di gioco — su base giornaliera, settimanale e mensile. Ridurre il limite ha effetto immediato; aumentarlo richiede sette giorni di attesa. La cifra che l’Agenzia fissa nel bando di gara non è pubblica.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Sui concessionari l’imposta unica la versa l’operatore, al 24,5 % della raccolta a distanza calcolata sulla differenza tra somme giocate e vincite restituite; la stampa di settore riferisce che il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla — una ricostruzione che conviene confermare con un commercialista. Sulle vincite da siti esteri la risoluzione n. 141/E del 2010 dell’Agenzia delle Entrate le tratta come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR.

Preparato dagli editori di «Numeriescommesse».

Siti di scommesse stranieri: cosa cambia senza concessione ADM
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