Siti di scommesse affidabile 2026: il numero di concessione vale più di dieci recensioni
Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, con i titoli di concessione verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle condizioni d’uso dichiarate dagli operatori.

Cinquantaquattro volte, nell’ultimo anno, ho visto la stessa scena: qualcuno chiede in un forum se un sito di scommesse è affidabile e riceve come risposta una classifica. Nessuno chiede il numero di concessione. Eppure quel numero — cinque cifre, dichiarato nei termini del conto di gioco — è l’unica informazione che separa un operatore vigilato da ADM (ex AAMS) da un sito che, se qualcosa va storto, non risponde a nessuno in Italia.
La questione degli operatori affidabili si gioca tutta qui, e ha poco a che vedere con la grafica di un’app o con la generosità di un bonus di benvenuto. Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati: è quello, e non altro, l’esame da superare. Chi non c’è non ha titolo, per quanto bella sia la sua homepage.
Vale la pena dirlo subito, perché è il punto che tutte le guide liquidano in una riga: l’elenco di ADM non ha una colonna che indichi i giochi offerti. Un nome presente nell’elenco dimostra l’esistenza di una concessione, non l’esistenza di un palinsesto di scommesse sportive. Un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, al betting exchange e al bingo. Che quel concessionario offra davvero scommesse si vede dal suo sito e dalla sua app, non dall’elenco.
Questa pagina non riporta l’elenco integrale: leggerlo per intero è un lavoro che il lettore fa meglio di chiunque altro, in due minuti, sul sito dell’Agenzia. Quello che manca in quasi tutte le guide è il metodo: come si legge una concessione, cosa copre davvero, cosa succede a chi gioca fuori da quella cornice, e come si distingue un operatore con concessione ADM da uno che semplicemente appare bene in una ricerca.
Un’ultima nota di metodo, prima di entrare nel merito. Le dieci piattaforme che troverete più avanti sono tutte concessionarie, ma non sono il mercato: l’elenco dei concessionari autorizzati letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe e altri concessionari esistono. Un brand che non compare in questa pagina non è, per ciò solo, privo di concessione. È un errore che ho visto fare molte volte, e costa caro.
Indice dei contenuti
- Che cos’è un bookmaker affidabile, e quali strade ha davanti chi scommette in Italia
- Come si verifica l’affidabilità di un bookmaker: i paletti normativi a cui guardare
- Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dove c’è una concessione
- I dieci operatori con concessione ADM messi a confronto
- Quanto costa, in media, soddisfare il limite di deposito che ci si è dati
- Domande frequenti su siti di scommesse e operatori con concessione
Che cos’è un bookmaker affidabile, e quali strade ha davanti chi scommette in Italia
La prima cosa da capire è che «affidabile» non è un aggettivo qualitativo. È una condizione giuridica con un indirizzo verificabile, e in Italia se ne possono contare tre varianti, ciascuna con un prezzo diverso per il giocatore.

La strada principale è il concessionario. Un operatore con concessione ADM ha vinto una gara pubblica, ha una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo alle spalle, ha presentato un piano di investimenti e si è impegnato a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. In cambio gestisce uno o più giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. La sua concessione è legata a un sito, non a un marchio: la stessa società può gestirne diversi.
La seconda strada è il bookmaker straniero affidabile. Esiste, nel senso che esistono operatori che pagano i prelievi e non spariscono con il saldo. Ma per un residente italiano è una strada senza protezione locale: nessun accesso al RUA, nessuna vigilanza ADM, nessun foro italiano se nasce una contestazione. La licenza di un’altra giurisdizione non ha alcun valore in Italia.
La terza strada è il sito senza concessione che accetta giocatori italiani e compare nei risultati di ricerca con una licenza estera. È la strada che conviene conoscere per poterla evitare: viene inibita a livello di DNS, alcuni provider la bloccano con un po’ di ritardo, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il risultato lo dicono gli addetti ai lavori con una parola sola: oscurati.
Cosa copre davvero la concessione, e cosa non copre
La concessione copre l’intero perimetro del gioco a distanza: accesso al Registro Unico degli Autoesclusi, supervisione dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori, una sede legale italiana per le controversie. Non copre la qualità dell’offerta. Un concessionario può avere un palinsesto povero di mercati, un’app lenta, un servizio clienti che risponde dopo tre giorni. La concessione dice che il gioco è legale e vigilato; non dice che sia ben fatto.
Questo è il fraintendimento più frequente: si legge «affidabile» e si intende «migliore». Le due cose viaggiano separate. Un operatore con concessione e un palinsesto sottile resta un operatore con concessione. Un operatore senza concessione e con un palinsesto ricchissimo resta un operatore senza concessione, con tutto quello che comporta.
Le tre domande che risolvono il novanta per cento dei casi
Chi vuole sapere se un bookmaker è affidabile non ha bisogno di una recensione. Ha bisogno di tre risposte.
Il titolo c’è? Si cerca il nome del brand nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza sul sito di ADM. Se compare, c’è una concessione. Se non compare, non c’è.
Con quale numero? Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco. Admiralbet, per esempio, scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata da ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it. Il numero dichiarato nei termini va confrontato con quello dell’elenco: se non coincidono, qualcosa non torna.
Su quale sito? La concessione è per sito. Un marchio che opera su un dominio .it e uno che opera su un dominio estero non sono la stessa cosa, anche quando il nome è identico.
Il panorama che si incontra cercando un bookmaker affidabile
Cercando un operatore su cui giocare si incontrano tre famiglie di nomi, e distinguerle è il primo lavoro utile.
Ci sono i concessionari con un marchio storico, presenti in Italia da decenni, che oggi gestiscono un sito .it con concessione propria. Ci sono i grandi marchi internazionali entrati nel mercato regolato italiano attraverso una concessione, che mantengono un’identità visiva globale ma operano su un dominio italiano. E ci sono i marchi che il mercato italiano lo servono dall’estero, con licenze di altre giurisdizioni, che compaiono in cima ai risultati di ricerca e non figurano nell’elenco dell’Agenzia.
Il caso più citato è quello di quattro nomi molto noti — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet — che non risultano tra le 52 righe dell’elenco dei concessionari autorizzati letto il 25 ottobre 2026. Non è un dettaglio da addetti ai lavori: sono marchi che un giocatore italiano incontra regolarmente, e la loro assenza dall’elenco è l’informazione più utile che si possa dargli.
Chi conviene a ciascuno dei tre percorsi
Il concessionario conviene a chi vuole una cornice: limiti di deposito impostati in registrazione, un registro di autoesclusione che funziona davvero, un’Agenzia che vigila, una sede legale italiana. Conviene a chi gioca con continuità, a chi vuole poter alzare il telefono e parlare con qualcuno, a chi considera il gioco una spesa ricreativa da tenere sotto controllo.
Il bookmaker straniero di buona reputazione conviene — quando conviene — a chi ha un’esigenza specifica che il mercato italiano non copre e accetta di rinunciare a ogni tutela locale per averla. È una scelta consapevole, non un’alternativa equivalente.
Il sito senza concessione non conviene a nessuno. È l’unico dei tre percorsi in cui il giocatore non guadagna nulla in cambio di ciò che perde.
Come si verifica l’affidabilità di un bookmaker: i paletti normativi a cui guardare
L’elenco dei siti autorizzati e l’elenco dei siti inibiti
ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige due liste: quella dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti. Entrambe sono pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. È quanto prevede l’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
Due liste, quindi, e non una. Chi cerca un bookmaker affidabile consulta la prima per trovare un nome; chi vuole capire dove non giocare consulta la seconda. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avvertenza, e la rete di ISP e prestatori di servizi di pagamento che aggira un ordine dell’Agenzia viene sanzionata da 30.000 € a 180.000 € per violazione.
Il quadro normativo di riferimento è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, il «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza». Vale la pena soffermarsi su un termine, perché cambia il modo di leggere il mercato: le licenze italiane sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte. Non si ottiene una concessione compilando un modulo; si partecipa a una gara, si presenta un piano di investimenti e si vince.
L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza in regime di concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; i giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo.
La gara del settembre 2025 e le 52 righe dell’elenco
La gara bandita nel settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.
Questi numeri dicono qualcosa che le classifiche non dicono. Il mercato legale italiano non è affollato di centinaia di operatori: è un club ristretto, dove l’ingresso ha un prezzo dichiarato di sette milioni di euro e una durata di nove anni. Una società può detenere più concessioni: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, mai per azienda, ed è una distinzione che sembra formale finché non si scopre che un marchio presente nell’elenco può non avere l’autorizzazione per il gioco che interessa al lettore.
Qui sta la parte che nessuno scrive. L’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome presente non dimostra un’offerta di scommesse sportive: lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, che il palinsesto lo mostrano. Un posto in una classifica, infine, non è una concessione: è una scelta editoriale di chi la scrive.
Il palinsesto approvato evento per evento
C’è un secondo paletto, che quasi nessuno controlla e che vale invece la pena conoscere. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma degli eventi — sportivi, incluse le corse dei cavalli, e non sportivi — e delle tipologie di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere accettata solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato.
ADM autorizza gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipologie di scommessa contenga il palinsesto di ciascun operatore non è materia di elenco pubblico. Il giocatore che vuole sapere se un certo mercato esiste su un certo operatore guarda il programma dell’operatore, non un documento dell’Agenzia.
Le scommesse su eventi simulati — l’art. 2, lett. v) le definisce come scommesse su eventi sportivi, ippici e non, simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — sono ammesse dentro una concessione per scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose distinte nella legge: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c), che richiedono una concessione propria.
Il numero di concessione e la società concessionaria
Le condizioni del conto di gioco sono il documento dove un operatore dichiara il proprio titolo, e sono l’unico posto in cui la dichiarazione ha un valore operativo: è lì che il giocatore, se un giorno serve, può tornare a leggerla.
Il caso di Admiralbet è esemplare per come si presenta questa informazione: la società scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata da ADM e di fornire il servizio tramite il sito Admiralbet. Numero, autorità e dominio in una riga sola. Chiunque, con quella riga, può fare il controllo incrociato con l’elenco dell’Agenzia.
Vale la pena notare un dettaglio che confonde molti lettori. Il nome del concessionario raramente coincide con il marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited. Non è una stranezza né un campanello d’allarme: è la normalità di un mercato dove il marchio è un’etichetta commerciale e la concessione un titolo giuridico intestato alla società. Il nome della società va letto nella riga di licenza dell’operatore, insieme al numero.
Quando un sito non ha la concessione: il DNS, i pagamenti e la sanzione per chi partecipa
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. Le conseguenze pratiche si distribuiscono su tre livelli, e conviene guardarli tutti.
Sul piano tecnico, il blocco agisce a livello di DNS. Un ordine del 2025 — quello del 24 settembre 2025, secondo la stampa di settore — ha portato il totale a 11.481 domini inibiti, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia a volta. I mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola «oscurati» descrive un risultato reale, ma temporaneo.
Sul piano dei pagamenti, l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore è non confermata.
Sul piano del giocatore, c’è una regola che va letta senza giri di parole, perché è ADM stessa a formularla. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per i soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero, e — sono parole dell’Agenzia in un comunicato del 28 febbraio 2024 — anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Non conosco l’importo in euro dell’ammenda, e non conosco casi di giocatori perseguiti su questa norma. Ma il fatto che il partecipante sia nominato accanto a chi pubblicizza la dice lunga su come è costruita la cornice: fuori dalla concessione non si è clienti di un mercato, si è qualcosa di diverso.
Quello che si perde, in concreto
Un concessionario porta con sé il RUA, la vigilanza ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nessuna delle quattro cose, in più è soggetto al blocco DNS e, per come ADM stessa descrive la legge, espone il giocatore a una sanzione penale.
Sui siti senza concessione la descrizione va fatta per caratteristiche, non per nomi: siti offshore che accettano giocatori italiani, con licenze estere che in Italia non hanno alcuno standing, in una zona franca dove non esiste né autoesclusione trasversale né un’autorità a cui rivolgersi.
Bonus e pubblicità: il decreto che nessuno legge prima di cliccare
Il Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018 — è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 in questa forma: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il quadro è meno stabile di quanto la norma lasci intendere, e il lettore curioso troverà notizie contraddittorie. La stampa di settore riferisce che AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, la C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e la C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — è stata avanzata ma non è legge: alla data di verifica il divieto è in vigore.
Il punto che interessa davvero al giocatore è un altro, e sta nel mezzo di questo pastiche. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non esiste un tetto di legge al bonus di benvenuto né un tetto ai requisiti di puntata: importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore. Un bonus di benvenuto è reale, ma la sua generosità è una scelta commerciale che si legge nelle condizioni, non una regola di sistema.
Chi paga la tassa sull’ultima giocata
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa — D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato — è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se la raccolta è a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % di prima; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % della raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» di salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile, non è dato sapere.
Sulla posizione del giocatore c’è una cosa da dire, e una da non dire. La stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, riporta che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è alla fonte: il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla, «tassate alla fonte» è la formula usata. È una ricostruzione della stampa, non una pagina dell’autorità fiscale, quindi la conclusione pratica è una sola: su questo punto conviene consultare un commercialista.
Le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri seguono una strada diversa. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Non è consulenza fiscale: è la cornice dentro cui un contribuente si muove, e va verificata con chi la professione la fa.
Prevenzione e tutela: gli strumenti che esistono solo dove c’è una concessione
Qui si arriva al punto in cui la differenza tra un operatore con concessione e uno senza smette di essere una questione astratta. Gli strumenti di prevenzione sono la parte del mercato regolato che ha un valore misurabile, e sono esattamente la parte che un sito offshore non ha.

Il limite di deposito che si sceglie in registrazione
Durante la registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. È una scelta, non un’imposizione, ed è probabilmente il passaggio più importante dell’intera procedura: è l’unico momento in cui il giocatore fissa un tetto quando non ha ancora nessuna fretta.
Il meccanismo ha un’asimmetria che vale la pena conoscere prima di compilare il modulo. Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La pagina dell’operatore conferma la stessa logica del limite settimanale scelto in fase di registrazione.
Perché l’asimmetria è giusta lo si capisce solo se si immagina la scena opposta. Se alzare un limite fosse immediato, il limite non servirebbe a nulla: basterebbe alzarlo nel momento in cui si è tentati di superarlo, cioè esattamente quando servirebbe. Sette giorni sono una camicia di forza breve, ma sufficiente a far passare la serata sbagliata. Il costo del meccanismo è la scomodità per chi ha aumentato onestamente il proprio budget: sette giorni di attesa per una decisione presa a mente fredda.
Sui limiti di deposito che ADM fissa nella gara, la cifra non è nota. Sul tetto delle puntate in euro nelle scommesse sportive non risulta una norma: gli strumenti che vincolano sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione. Quest’ultimo è il vero tetto del giocatore italiano, e non arriva da una legge ma da una propria scelta fatta in un momento in cui la scelta è libera.
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 disegna il resto del sistema: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È una cassetta degli attrezzi che non esiste, in nessuna forma, fuori dalla concessione.
Identificazione: SPID, CIE e il conto di gioco
Un conto di gioco richiede l’identificazione piena del titolare. Accanto alla registrazione classica, gli operatori offrono le procedure con SPID e con CIE: per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Goldbet mette a disposizione anche la CIE tramite un provider SPID.
Senza SPID il conto deve essere validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. È un dettaglio che genera più lamentele di qualunque altro, e la ragione è quasi sempre la stessa: il documento caricato è sfocato, o il codice fiscale non corrisponde. Vale la pena completare la verifica subito, non quando si vuole prelevare.
Lo strumento di identificazione cambia anche il modo in cui si apre il conto, e qui gli operatori si dividono in modo significativo. Admiralbet consente la registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure l’accesso con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. William Hill accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale prevede un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Cinque euro contro dieci, e novantasei ore contro un’importazione automatica. La differenza tra i due percorsi non è un dettaglio burocratico: è la misura di quanto un operatore valuti la propria certezza sull’identità del cliente. Chi ha SPID se la cava meglio; chi non ce l’ha paga la differenza in attesa.
Autoesclusione e RUA: il registro che vale solo dentro la concessione
Il RUA — Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018 — è il meccanismo di tutela più potente del sistema italiano, ed è anche quello che meglio spiega perché la concessione conti.
L’autoesclusione dal gioco a distanza può essere trasversale, cioè rivolta a tutti i concessionari con blocco dell’apertura di nuovi conti, oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. Può durare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non può essere revocata prima della scadenza.
La richiesta si fa dal portale ADM con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco.
Durante l’autoesclusione registrata dal concessionario nel RUA non si possono fare depositi, giocate o aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma si può prelevare il saldo prelevabile. Il dettaglio del prelievo conta: un’autoesclusione non è una confisca, ed è giusto che chi si ferma possa riprendersi ciò che è suo.
Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Le due formulazioni convivono perché la seconda è la cornice regolatoria in cui la prima si inserisce.
Il punto che nessuna classifica dice è questo: i siti senza concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un sito offshore non sta violando una regola tecnica, sta semplicemente scrivendo il proprio nome in un registro che nessuno, dall’altra parte, ha l’obbligo di consultare. Il RUA è la prova materiale che la tutela non è un attributo del gioco, ma della cornice in cui il gioco avviene.
Il resto della cassetta degli attrezzi
La prevenzione non è fatta solo di divieti. Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Gli avvisi sull’attività di gioco meritano una riga in più di quanto si conceda loro di solito. Sono notifiche che arrivano quando il giocatore non le ha chieste, in un momento in cui non sta pensando a quanto ha speso. Un sito che non ha alcun interesse a mandarle non le manda. È il tipo di strumento che si apprezza solo quando ha già fatto il suo lavoro.
Su questo fronte va detto anche l’altro lato. L’art. 15, comma 2 impone a ciascun concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un obbligo di spesa, non un risultato: non dimostra che le campagne funzionino, dimostra che il sistema le mette a bilancio.
I dieci operatori con concessione ADM messi a confronto
Il confronto che segue parte da una posizione precisa: le dieci piattaforme sono tutte concessionarie, e questo le mette sullo stesso piano sul terreno che conta di più. Quello che le distingue non è la legalità, è il prodotto, il percorso di apertura del conto e la trasparenza degli strumenti di tutela.
Su un punto tutte le schede sono uguali per costruzione. Un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco e nella propria riga di licenza, e per ciascuno dei dieci la riga indica il numero di concessione ADM e la società concessionaria. Non tutte le schede hanno invece fatti sul gioco responsabile: dove la banca dati di questa pagina non porta elementi, la scheda si ferma su ciò che è documentato e non si inventa una riga per riempire lo spazio. Chi vuole sapere cosa un operatore offre in materia di limiti e autoesclusione lo legge nelle sue condizioni, che sono la fonte primaria e l’unica vincolante.
| Marchio | Concessione ADM e società concessionaria | Quello che le condizioni dell’operatore dichiarano sul gioco responsabile |
|---|---|---|
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | gli strumenti di tutela vanno letti nelle sue condizioni |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | gli strumenti di tutela vanno letti nelle sue condizioni |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | gli strumenti di tutela vanno letti nelle sue condizioni |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | gli strumenti di tutela vanno letti nelle sue condizioni |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | autoesclusione, limite di ricarica, di spesa e di tempo in registrazione |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | il tetto di 100 € di bonus utilizzabile per scommessa nei termini |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività, autoesclusione |
| SNAI | n. 16032, Snaitech Spa | gli strumenti di tutela vanno letti nelle sue condizioni |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | gli strumenti di tutela vanno letti nelle sue condizioni |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | identificazione anche con CIE tramite provider SPID |
La colonna centrale è quella che fa il lavoro. Leggere un numero di concessione accanto a un nome di società è il controllo che ogni lettore può rifare in autonomia sull’elenco ADM, e il numero di concessione si trova in fondo a una pagina di condizioni che quasi nessuno apre. Il nome della società, dal canto suo, spiega perché molti marchi noti fanno capo a poche strutture: Azzurri Limited compare due volte in questa tabella, e non è una coincidenza ma la struttura normale di un mercato regolato.
Sui codici c’è un’osservazione che vale come promemoria: sono numeri a cinque cifre assegnati per sito, e la loro vicinanza non implica parentela. Betfair ha 16028, Betsson 16027, StarCasinò 16026. Tre concessioni consecutive, tre società diverse, tre siti diversi.
Betsson, la piattaforma con il catalogo più ampio
Betsson opera su Betsson con la concessione n. 16027 intestata ad Azzurri Limited. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Migliaia di eventi è un numero che dice poco in assoluto e molto in confronto. Su un catalogo di quella ampiezza la difficoltà si sposta dal trovare il mercato al trovarlo: la profondità di un palinsesto non è un vantaggio automatico per chi cerca un singolo appuntamento, e la navigazione diventa parte del prodotto. Chi scommette su due o tre campionati lo stesso non se ne accorge. Chi cerca un mercato di nicchia su un campionato minore è il lettore a cui questa ampiezza serve davvero.
La concessione è quella della capogruppo Azzurri Limited, la stessa che sta dietro StarCasinò: due piattaforme, due concessioni distinte, 16027 e 16026. Chi apre un conto su Betsson non ha un conto su StarCasinò: sono due titoli separati, un fatto che sfugge a chi legge il mercato italiano come se fosse fatto di gruppi e non di siti.
Il giudizio, allora, è sul tipo di prodotto e non sulla solidità, che è fuori discussione: Betsson conviene a chi vuole vedere tutto in una schermata e non si perde nella scelta, mentre chi ha bisogno di un mercato specifico dovrebbe verificare prima che esista nel suo palinsesto, perché il catalogo ampio non è una garanzia di copertura di ogni nicchia.
Eurobet, il palinsesto che esce dallo sport
Eurobet opera su Eurobet con la concessione n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. È lo stesso gruppo che gestisce Bwin e giocodigitale, ed è l’esempio più chiaro di come nel mercato italiano un’unica società possa tenere più concessioni per più siti.
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, comprese le elezioni.
La coda di quell’elenco è la parte interessante. Un operatore che mette in palinsesto un reality show ha una tesi precisa su chi è il proprio cliente, e quella tesi non assomiglia a quella di chi pubblica quote sui mercati asiatici. Il rovescio è simmetrico: la presenza di scacchi e baseball dice che il palinsesto è costruito per ampiezza culturale, non per profondità tecnica su un solo sport.
Su cosa conviene saperlo: chi cerca i mercati esotici e le quote più affilate su un campionato maggiore troverà in Eurobet un catalogo ampio, ma non necessariamente il più profondo. Chi invece scommette una volta ogni tanto, su qualunque cosa gli passi davanti, compresa un’elezione, sta nel posto che ha costruito per lui.
StarCasinò, il banco che ha aggiunto le scommesse
StarCasinò opera su StarCasinò con la concessione n. 16026 di Azzurri Limited, la società di Betsson. La concessione è distinta, il sito è distinto, ma la regia industriale è la stessa.
L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il nome dice già la verità: questo è un prodotto costruito attorno al casinò, con un reparto sportivo che convive con le slot nella stessa app. Non è un difetto, ma è un’informazione di contesto che il giocatore dovrebbe avere. Chi sceglie una piattaforma per il betting sportivo e ci trova una lobby di slot nella schermata d’apertura ha un rapporto con il prodotto diverso da chi sceglie un bookmaker puro.
La domanda che il marchio solleva è quindi di profilo, non di sostanza. StarCasinò ha senso per chi gioca un po’ di tutto, e perde interesse per chi vuole le scommesse sportive al centro della schermata, senza altro intorno: in questo caso il reparto sportivo c’è, ma non è il motivo per cui la piattaforma esiste.
NetWin, il bonus misurato sul primo deposito
NetWin opera su NetWin con la concessione n. 16035 di Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Leggiamo l’offerta per quello che è. Un bonus pari al 100 % del deposito fino a 50 € significa che il tetto si raggiunge versando 50 €; versandone 100 il bonus non raddoppia, resta a 50 €. Il deposito minimo di 20 € è la soglia sotto la quale non si accede all’offerta, e «conto verificato» è la condizione che lega l’operazione all’identificazione di cui si è detto: prima i documenti, poi il bonus.
Il tipo di offerta è quello di un cash bonus, non di una freebet. La distinzione non è nominalistica: una freebet è un importo giocabile il cui valore dipende dalla quota e dal mercato su cui la si gioca, mentre un bonus reale accreditato sul conto si comporta in modo diverso rispetto al saldo e alle condizioni di rigioco. Chi confronta due offerte senza guardare il tipo sta confrontando due cose diverse.
Il bonus si rivolge in modo specifico a chi pianifica un deposito di 50 €: per versamenti superiori il tetto non aumenta, e l’offerta resta ancorata alla soglia iniziale.
AdmiralBet, l’operatore che dichiara tutto nei termini
AdmiralBet opera su Admiralbet.it con la concessione n. 16048 di Admiral Bet S.r.l. È il caso in cui le condizioni del conto di gioco sono più informative del materiale promozionale, e per una pagina che parla di affidabilità non è un complimento di cortesia.
Sul fronte dell’apertura del conto AdmiralBet offre due strade nette: la registrazione classica con caricamento di fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure l’accesso con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente.
Sul fronte della tutela, le condizioni chiedono in registrazione l’impostazione di un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono inoltre l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
La ragione per cui tutto questo conta più di una quota promozionale è che l’insieme è coerente: tre tipi di limite, tutti modificabili, tutti con l’asimmetria dei sette giorni. Un operatore che si dà questa architettura sa che il lettore delle condizioni esiste. Il costo per il giocatore è la frizione: chi vuole alzare il proprio limite settimanale lo fa per la settimana dopo, e per una parte dei giocatori questo è un fastidio reale, non una tutela.
L’approccio è pensato per chi preferisce definire i propri limiti fin dal momento della registrazione: una scelta consapevole, che però richiede di mettere in conto i sette giorni di attesa previsti per ogni incremento successivo.
William Hill, il tetto ai bonus che nessuno mette in vetrina
William Hill opera su William Hill con la concessione n. 16044 di William Hill Malta Plc. Il Benvenuto Sport accredita subito un bonus sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Il secondo dato della scheda è quello che pesa, ed è nei termini sui bonus: per le scommesse sportive l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM.
Cento euro di bonus utilizzabili su una singola scommessa: un tetto che non limita quasi nessuno dei giocatori ordinari e che dice invece molto sulla meccanica. La frase che segue, però, è quella che va letta due volte, perché contiene il punto in cui il bonus smette di essere denaro: non è subito prelevabile e va giocato secondo il requisito di giocata. Il credito esiste, ma transita per una condizione prima di diventare saldo.
Sul percorso di apertura, la differenza tra i due bonus — 10 € con SPID, 5 € con registrazione manuale — è la stessa logica vista in altre schede, applicata con un divario più netto: l’operatore paga il doppio per un’identità che il sistema gli consegna già verificata.
Il giudizio va dato sul punto che la scheda ha appena stabilito: chi si aspetta che un bonus da 10 € sia denaro disponibile resterà deluso, mentre chi ha già capito che il bonus è un importo da rigiocare trova nella cifra di 100 € per scommessa lo spazio per farlo senza vincoli stretti.
bet365, la copertura globale su un titolo italiano
bet365 opera su bet365 con la concessione n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La copertura è quella di un operatore che ragiona in scala mondiale, e la Champions League è la parte più interessante del dato: la competizione europea più seguita in Italia è anche quella su cui un partner globale può costruire un palinsesto profondo. Chi scommette sulle coppe europee trova qui un catalogo che non ha bisogno di spiegazioni.
Sugli strumenti di tutela la scheda è documentata: gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quattro strumenti distinti, con i periodi di pausa che sono la voce meno frequente nel confronto: una pausa è un’interruzione temporanea che non ha la durezza dell’autoesclusione e serve a chi vuole solo fermarsi per qualche settimana.
Su chi ci guadagna: chi segue il calcio europeo e l’ippica in parallelo trova in bet365 un catalogo che copre entrambi con continuità, mentre chi cerca un rimedio leggero a una spesa che sta crescendo ha nei periodi di pausa uno strumento intermedio, meno definitivo dell’autoesclusione e più concreto di un buon proposito.
SNAI, i sistemi e il cash out
SNAI opera su SNAI con la concessione n. 16032 di Snaitech Spa. L’app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
La funzione Cash Out merita una riga in più, perché è il tipo di strumento che cambia il modo di giocare più di quanto sembri. Chiudere una schedina prima della fine dell’evento significa scambiare l’incertezza residua con un importo certo, e l’importo certo non è mai quello che si sarebbe vinto. È un prezzo che si paga per dormire tranquilli, e va confrontato con ciò che resta in gioco.
Il resto della scheda disegna un operatore che lavora sui dettagli del singolo evento: risultato esatto, tiri in porta, cartellini, rigori. Sono mercati che richiedono una conoscenza specifica e che si prestano più alla scommessa ragionata che all’azzardo da sabato pomeriggio. La presenza dei sistemi completa il quadro, perché è la modalità con cui chi punta più di una combinazione organizza la spesa.
Su chi ci guadagna: chi ha un’opinione precisa su una partita e vuole giocarla su un mercato verticale — un numero di goal, un cartellino, un rigore — trova qui l’offerta più articolata in quella direzione, mentre chi cerca solo il segno 1X2 al minor costo possibile non ha motivo di preferirla ad altre.
Betfair, il listino delle combinazioni
Betfair opera su Betfair con la concessione n. 16028 di Betfair Italia S.r.l. L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Da questa scheda emerge il profilo di un operatore che costruisce il prodotto attorno alla combinazione di esiti. Il Multigol è la combinazione di più soglie di gol in una stessa partita, e una sezione dedicata alle combo con mercati unici dice che il pubblico di riferimento non è quello dei segni secchi.
C’è poi il capitolo del betting exchange, che è un’altra cosa e merita di essere separato. La legge lo ammette come gioco a sé — art. 6, comma 1, lett. e), e art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024 — e il giocatore può essere battitore o banco, con il concessionario che si limita a mettere in contatto anonimamente le due parti. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che in questo caso sul vincitore non grava nulla, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è noto. Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Su chi ci guadagna: chi vuole costruire combinazioni articolate trova nella sezione Supercombo il prodotto pensato per lui, mentre chi cerca il listino punta-e-banca si trova davanti a regole proprie e a una puntata minima a favore espressa in centesimi, una scala che va capita prima di fare affidamento sul prodotto per la propria operatività abituale.
Goldbet, il conto che si apre con l’identità digitale
Goldbet opera su Goldbet con la concessione n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., nota come GBO Italy. È il codice più basso dell’intera serie, e la società è quella dietro Lottomatica.it.
L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. È un’offerta ampia sul calcio, costruita sulle modalità tradizionali, senza inseguire i mercati più esotici.
Sul fronte dell’identificazione la scheda è documentata e va segnalata: Goldbet mette a disposizione anche la CIE tramite un provider SPID. Non è una differenza da poco per chi si trova nella situazione più comune tra i giocatori adulti italiani — avere la carta d’identità elettronica ma mai aver attivato SPID — perché la CIE offre una seconda porta d’ingresso al conto senza che il giocatore debba prima procurarsi un’identità digitale separata.
Su chi ci guadagna: chi ha la CIE e non ha SPID trova in Goldbet la procedura di apertura che gli evita un passaggio, mentre chi cerca il catalogo più profondo su un campionato estero difficilmente trova qui quello che cerca, perché l’ampiezza dell’offerta si concentra sul calcio e sulle modalità di scommessa classiche.
Quanto costa, in media, soddisfare il limite di deposito che ci si è dati
C’è una domanda che nessuna recensione affronta e che invece merita un conto: se un giocatore si dà un limite di deposito settimanale di 100 € e lo gioca interamente, quanto gli costa in media? La risposta non ha nulla a che vedere con la fortuna.
Prendiamo il caso più semplice possibile, quello che il limite di deposito scelto in registrazione rende concreto: 100 € di giocate settimanali, spesi una volta sola, su un mercato a due esiti con quota 1,90 su entrambi. È un esempio, non una quota quotata da un operatore: serve a mostrare la meccanica, e la meccanica non cambia quando la quota cambia.
Il primo numero da calcolare è la quota di payout del mercato, cioè la parte di tutto il giocato che quel mercato restituisce. Con due esiti a 1,90 la quota di payout è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè 0,95. Il margine del bookmaker è il complemento: 5 %.
Il secondo passaggio è il costo atteso. Su 100 € di giocate settimanali, un margine del 5 % lascia nelle casse del bookmaker, in media, circa 5 € a settimana. Moltiplicando per le settimane di un anno si arriva a una cifra compresa tra i 255 € e i 265 € di costo atteso su dodici mesi, ipotizzando che tutto il deposito settimanale venga effettivamente giocato una sola volta e che il giocatore non tocchi mai il proprio saldo per altro.
Il conto va letto per quello che è: una stima statistica su molte giocate, non un esito garantito per una singola settimana. Serve a rispondere a una domanda precisa — quanto costa, in media, giocare il proprio limite di deposito — e non a prevedere cosa accadrà al singolo giocatore, che in una settimana può chiudere in attivo e in un’altra in passivo senza che nulla di tutto ciò contraddica il numero.
Il dettaglio che vale la pena estrarre è un altro, e riguarda la scelta del limite. Il costo atteso scala con il volume giocato, non con il numero di scommesse: chi tiene il proprio limite a 20 € settimanali porta a casa lo stesso margine su una base cinque volte più piccola. Il limite di deposito scelto in registrazione è, in questo senso, l’unico strumento che il giocatore italiano manovra davvero, e manovra sapendo che cosa costa.
Cambiare mercato cambia la cifra. Su un mercato con margine più stretto il costo atteso scende, su uno con margine più largo sale, e il numero di esiti considerati non sposta il ragionamento: la quota di payout si calcola su tutti gli esiti di un solo mercato, e il margine è ciò che resta. Chi vuole sapere quanto gli costa quello che gioca non ha bisogno di prevedere nulla: gli basta leggere le quote del mercato che ha davanti, sommarne gli inversi e guardare che cosa avanza.
Domande frequenti su siti di scommesse e operatori con concessione
Come si fa a verificare che un operatore abbia davvero la concessione ADM?
Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito di ADM, cercando il nome del marchio, e si confronta il numero di concessione con quello che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. Serve anche controllare che il sito sia il suo dominio .it, perché la concessione è legata al sito.
Perché un operatore con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione è rilasciata per singolo sito e il titolo vale su quel dominio. Un marchio che opera su un dominio estero non sta usando la propria concessione italiana, e per il giocatore cambia tutto: da quel sito non passa né il RUA né la vigilanza dell’Agenzia, e non c’è un foro italiano per una contestazione.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, raccoglie le autoesclusioni e blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM. L’esclusione può essere trasversale, limitata a un concessionario o a una categoria di gioco; dura fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure è indeterminata, revocabile solo dopo nove mesi.
Quali limiti di deposito si impostano su un operatore con concessione ADM?
Durante la registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e può aggiungere limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Non risulta un tetto statutario alle puntate nelle scommesse sportive.
Quali rischi comporta un sito di scommesse senza concessione?
Il sito viene inibito a livello di DNS e ricompare con mirror nel giro di ore; non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione; non c’è vigilanza ADM né foro italiano. ADM stessa ricorda che il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
La stampa di settore riferisce che le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte e il giocatore non dichiara nulla, ricevendo la somma netta: non è una pagina dell’autorità fiscale, quindi conviene consultare un commercialista. Sui siti esteri le vincite andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate.
Preparato dagli editori di «Numeriescommesse».
