Siti di scommesse stranieri 2026: 52 concessioni, nessuna per i brand esteri
Un bookmaker che accetta scommesse in Italia ha un numero di concessione, un concessionario con ragione sociale e un sito .it; un sito estero ha un’insegna, una licenza che in Italia non vale nulla e, spesso, un dominio che dall’aprile 2026 finisce su una pagina di avviso dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. 30 Ottobre 2026: le posizioni in elenco e i contenuti delle condizioni dei concessionari sono stati verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM (ex AAMS) e sulle pagine di condizioni e informative delle singole piattaforme.

Chi cerca «siti di scommesse stranieri» cerca quasi sempre tre cose diverse con le stesse parole: una quota migliore, un bonus che in Italia non si vede, un prodotto che i concessionari non offrono. Le tre strade esistono, ma non portano nello stesso posto, e il prezzo non è quello che si legge nella pubblicità. Il punto di partenza è arido e va detto subito: in Italia l’offerta legale è fatta di concessioni assegnate per sito, non per azienda, e chi sta fuori da quell’elenco non è un concorrente più libero — è un operatore senza titolo, contro cui lo Stato ha costruito un apparato di blocco che funziona, male ma funziona.
Indice dei contenuti
- Che cosa distingue un bookmaker estero da un concessionario italiano
- Normativa: che cosa rischia chi scommette su un sito non autorizzato
- Prevenzione: limiti, RUA e tutela di chi gioca
- Valutazione: come si legge una classifica di bookmaker
- Che cosa costa giocare su un sito estero, in numeri
- I dieci concessionari: cosa offre ciascuno e a chi conviene
- Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
Che cosa distingue un bookmaker estero da un concessionario italiano
Il meccanismo: concessione, sito .it, numero di conto
La parola «AAMS» è rimasta nel gergo anche dopo che la competenza è passata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel testo di legge e nelle sue pagine compare come ADM (ex AAMS). Il termine tecnico che conta è «concessione»: non una licenza aperta a chi la chiede, ma un titolo assegnato per gara pubblica, con requisiti di capitale, piano di investimenti e impegni sui limiti di deposito. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, riordina il settore del gioco pubblico a distanza e all’art. 6, comma 1 elenca i giochi concedibili in rete: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; concorsi pronostici sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. L’art. 6, comma 3 fissa a nove anni la durata massima della concessione, senza rinnovo automatico.

La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, consultato il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Due dettagli di quell’elenco spiegano quasi tutte le confusioni che circolano: la concessione è per sito e non per azienda — una stessa società può gestirne diversi, come Eurobet Italia S.r.l. con Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e l’elenco non ha una colonna per i giochi, perché un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, all’exchange e al bingo. Un nome in elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il palinsesto dell’operatore, sul suo sito e nella sua app.
Ecco perché la domanda giusta non è «è un sito straniero?» ma «questo sito ha un numero di concessione, e a quale società appartiene?». I concessionari lo scrivono nelle proprie condizioni. Verificarlo è un’operazione da due minuti, e nella sezione sul controllo del titolo spiego dove.
Quattro strade diverse, e non costano lo stesso
Chi arriva da una ricerca su siti esteri di solito sta confrontando quattro cose che sembrano la stessa ma non lo sono.
La prima è il concessionario italiano con il suo sito .it: scommesse a quota fissa su un palinsesto approvato da ADM, conto di gioco identificato, limiti di deposito scelti in registrazione, RUA in caso di autoesclusione, una sede legale italiana per qualsiasi controversia. Nessuna sorpresa, nessuna quota miracolosa.
La seconda è il concessionario italiano con un prodotto che gli altri non hanno: l’exchange, per esempio, che la legge prevede come gioco separato all’art. 6, comma 1, lett. e) e all’art. 2, lett. u), dove il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo le due parti. La documentazione di Betfair — il primo operatore del settore, con concessione 16028 — riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali altri brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.
La terza è il sito estero con licenza di Curaçao, Malta, Anjouan o simili. Quella licenza in Italia non ha alcuno standing: non è una concessione, non è riconosciuta da ADM, non apre nessun diritto davanti a un’autorità italiana. Il gioco offerto resta privo di titolo.
La quarta è il contorno che rende appetibile la terza: bonus senza deposito e bonus di benvenuto «da sito estero», quote che le pagine di comparazione mostrano più alte, giochi misti con il casinò. È l’area in cui circolano le cifre più allegre e le condizioni meno leggibili.
La copertura legale, e la sua assenza
La differenza pratica tra le prime due strade e le ultime due non sta nella qualità del software. Sta in che cosa succede quando qualcosa va storto.
Un’offerta con concessione porta con sé la vigilanza di ADM, l’obbligo di identità piena sul conto di gioco, gli strumenti di autolimitazione dell’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 — limiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno — e un foro competente italiano. Un brand .com senza concessione non porta nulla di tutto questo: nessuna autorità italiana a cui rivolgersi, nessun registro che lo vincoli, nessuna sede legale in Italia dove portare una contestazione su un prelievo negato.
È una differenza che si apprezza solo quando serve, ed è per questo che nella pubblicità non compare mai.
Pagamenti e ricariche: dove si annida il vincolo
Sul fronte del denaro i concessionari lavorano dentro una cornice definita. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro di tabaccai e ricevitorie che, su richiesta del titolare del conto e dopo identificazione, ricaricano il conto di gioco con gli strumenti già indicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi; quei punti non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. Accanto a questo, le pagine di comparazione mostrano abitualmente, sui concessionari, carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney; la lista esatta per ogni operatore sta nelle sue condizioni.
L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore è non confermata. Sulla questione cripto presso i concessionari non c’è una posizione definita, e non risulta una norma che elenchi i canali approvati.
Il quadro ha una conseguenza concreta che si vede dal lato del sito estero: un brand senza concessione non ha accesso ai punti vendita ricariche, e un prestatore di pagamento che continuasse a servirne l’attività rischia in proprio. È il motivo per cui, su quei siti, la strada più pubblicizzata resta spesso la criptovaluta o il bonifico verso l’estero — e nessuna delle due lascia una traccia recuperabile in Italia.
Quanto pesa l’imposta unica, e chi la paga
Un capitolo che quasi nessuna comparazione affronta è la tassazione, e la differenza tra le due strade qui è di tipo, non di grado.
Sui concessionari l’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato): 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite pagate; le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, mentre prima erano al 43 % e al 47 %, e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % della raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel cosiddetto Decreto Sport per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore, invece, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a lui e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non un documento dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la raccomandazione di consultare un commercialista.
Sui siti esteri la logica si ribalta, e il ribaltamento ha un prezzo. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; nella lettura pratica questo significa nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
Vale la pena fermarsi un secondo su che cosa significhi. Il concessionario trattiene alla fonte e il giocatore non fa nulla. Il sito estero non trattiene, e la somma arriva intera — poi però entra nella dichiarazione per l’intero importo, senza che si possa dedurre alcunché. La sensazione di incassare di più dura esattamente fino alla prima dichiarazione dei redditi.
Nuovi siti esteri e recensioni: che cosa guardare davvero
Le ricerche su «nuovi siti scommesse stranieri», «elenco siti scommesse stranieri» e «recensioni siti scommesse stranieri» portano a pagine che si somigliano tutte: una lista, qualche logo, un bonus in evidenza, un marchio di fiducia disegnato in casa. La lettura utile è più noiosa.
Un sito nuovo non ha storico: non ha ancora una politica sui prelievi documentata da anni, né un comportamento noto in caso di conto sospeso per verifica. Un elenco non è una verifica: la presenza in una comparazione non è una concessione, e non lo diventa perché la lista è lunga. Una recensione che non mostra il numero di concessione e la ragione sociale del concessionario non ha verificato nulla: sta descrivendo un’interfaccia. E il marchio di fiducia è un’immagine, non un’autorità.
Chi vuole davvero ordinare le opzioni ha un solo discriminante che non richiede competenze tecniche: il titolo. Tutto il resto — quota, palinsesto, app, tempi di prelievo — è negoziabile e si aggiusta; il titolo no.
Bilancio: che cosa resta di questa scelta
Il tema dei siti esteri si scioglie in una constatazione poco eccitante: la scelta reale non è tra un bookmaker italiano mediocre e uno straniero brillante, ma tra un’offerta che ha un titolo e un’offerta che non ce l’ha. Il titolo costa qualcosa: palinsesto approvato evento per evento, prodotti vincolati, limiti che il concessionario è obbligato a fissare, una quota che incorpora il margine e, a monte, un’imposta fra il 20,5 % e il 24,5 % sulla differenza tra giocate e vincite. Chi cerca una quota sistematicamente più alta sta cercando un operatore che non paga quell’imposta e non sostiene quei costi — e il conto lo presenta altrove, con gli interessi.
Normativa: che cosa rischia chi scommette su un sito non autorizzato
L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.
L’articolo 102 e l’elenco che nessuno legge
Dal 2007 ADM blocca i siti web privi delle autorizzazioni previste e ricorda che solo i titolari di concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Lo strumento attuale poggia sull’art. 102, comma 1 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, e chi fornisce connessioni Internet è tenuto a consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 completa il disegno: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza.
Il meccanismo è meno misterioso di come viene raccontato: un dominio entra in elenco, i fornitori di connettività lo intercettano, chi apre quell’indirizzo non trova il sito ma una pagina con un’apposita avvertenza che segnala come il sito richiesto sia sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.
Dall’indirizzo IP alla pagina di avviso
Fino a poco tempo fa l’intercettazione passava per un indirizzo tecnico. Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto del vecchio indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione; l’ultimo elenco disponibile è aggiornato al 13 ottobre 2026.
Il cambio sembra un dettaglio da addetti ai lavori e invece cambia la qualità del blocco. Un indirizzo IP condiviso da più servizi è un bersaglio grossolano; una pagina di avviso intestata all’autorità è il messaggio che l’utente italiano capisce subito, con un nome istituzionale sopra. A una condizione, però: che il fornitore di connettività aggiorni i propri filtri. Il blocco lavora a livello di DNS e alcuni operatori di rete restano indietro, quindi lo stesso dominio può risultare inibito su una connessione e raggiungibile su un’altra.
Le repliche e il conto che non torna
L’inibizione ha una debolezza strutturale, e non è un’opinione: le copie dei domini bloccati ricompaiono nel giro di poche ore. Un ordine del 2025, come riportato dalla stampa di settore, ha portato il totale a 11.481 domini; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini per volta. La parola che il mercato usa per il risultato è «oscurati».
Il numero racconta due cose opposte. Da un lato dice che ADM insegue, e inseguire significa arrivare dopo. Dall’altro dice che la partita è asimmetrica nel costo: aprire una replica costa poco, intercettarla richiede un ordine, un elenco, un fornitore che lo recepisce. Chi legge «oscurati» come una porta chiusa si sbaglia di poco, chi la legge come una garanzia si sbaglia di molto. Il blocco non è una protezione per chi vuole entrare; è una barriera per chi ci entra per caso o per abitudine.
Chi paga se il blocco non arriva
Qui il disegno diventa serio, e non riguarda il giocatore. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, come previsto dall’art. 22 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41.
È la parte del sistema che funziona meglio, ed è anche la più fraintesa: la sanzione non colpisce il sito estero, che è fuori portata, ma chi in Italia gli fornisce l’infrastruttura. Vale la pena leggerla come una scelta politica. Invece di inseguire un operatore senza sede in Italia, lo Stato mette il costo su chi quella sede ce l’ha. Il corollario pratico per il giocatore è brutale nella sua semplicità: se un prestatore di pagamento rischia fino a 180.000 € per singola violazione, prima o poi smette di servire quel flusso — e chi ha il saldo lì resta con un prelievo che non arriva.
L’articolo 4 della legge 401/1989 e il lato del giocatore
La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero. Ma la parte che quasi nessuno legge è la seconda, e ADM l’ha richiamata con parole sue il 28 febbraio 2024: anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Qui bisogna essere precisi, perché la rete è piena di versioni più drammatiche e di versioni più tranquillizzanti. La regola esiste ed è quella che ADM ha enunciato. L’importo dell’ammenda non è noto, e non risulta qui alcun procedimento penale avviato contro un giocatore per questo titolo: le due cose vanno tenute separate. Un lettore che decide sulla base di «tanto non succede a nessuno» sta scommettendo su un’informazione che non ha, esattamente come chi decide sulla base di «rischio il carcere».
Per gli operatori la prospettiva è diversa: l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
La pubblicità come reato, e chi la paga
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge n. 96/2018, è in vigore. ADM lo ha citato il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione spetta ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Il quadro applicativo è in movimento. Dalla stampa di settore risulta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). È stata proposta, non approvata, una modifica alla legge di bilancio 2026 di Forza Italia per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato e alla data della verifica il divieto è in vigore.
Sui bonus va detto l’essenziale, perché intorno a questo punto circolano equivoci costosi: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non risulta un tetto legale all’importo né un tetto ai requisiti di puntata, e quindi cifre, rigioco e quota minima vanno presi dalle condizioni di ciascun operatore — che è un modo elegante per dire che li decide lui.
Perché una licenza estera non apre nulla in Italia
Curaçao, Malta, Anjouan: sono giurisdizioni che rilasciano titoli per l’offerta a distanza secondo le proprie regole. Nessuna di queste licenze è una concessione italiana, e ADM non le riconosce. Un operatore che ne esibisce una può essere perfettamente regolare nel paese che gliel’ha rilasciata e completamente privo di titolo davanti a un giocatore residente in Italia.
La confusione nasce da una parola sola, «licenza», usata per due cose che non si somigliano. Una licenza estera autorizza a fare qualcosa in un altro ordinamento. Una concessione italiana autorizza a raccogliere gioco in Italia, per uno specifico sito, con gli obblighi che il D.Lgs. 41/2024 le collega. Chi legge la sigla di Curaçao come un marchio di qualità sta comprando un’attestazione che vale in un tribunale a diecimila chilometri di distanza.
Che cosa comporta offrire senza titolo
Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illecito, e le conseguenze si distribuiscono su tre fronti.
Il primo è il gioco stesso, che resta privo di titolo e quindi non tutelato. Il secondo è l’infrastruttura: gli obblighi di inibizione con la sanzione da 30.000 a 180.000 €, e l’art. 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 che prevede un regolamento d’intesa con la Banca d’Italia per fermare i prestatori di servizi di pagamento che trattino denaro di gioco per operatori senza concessione, con entrata in vigore non confermata. Il terzo è la comunicazione: ADM ricorda che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
Nota che in nessuno dei tre fronti c’è una conseguenza che ricada sul sito estero nella sua sede. È il punto politico di tutto l’impianto: lo Stato non può chiudere un server a Curaçao, quindi colpisce tutto ciò che tocca il suolo italiano — la rete, i pagamenti, la voce che lo pubblicizza.
Il conto vero, che non è la multa
Mettiamo insieme i pezzi in ordine di probabilità, che è l’unico ordine che conta per chi legge.
La cosa che accade più spesso a chi gioca su un sito estero non è un arresto: è un prelievo che non arriva, un conto bloccato per verifica senza un interlocutore a cui telefonare, un saldo che resta lì mentre il fornitore di pagamento si ritira dal flusso. La seconda cosa più probabile è il blocco del dominio, che arriva come un fastidio, non come una punizione, e si aggira con una copia. La terza, la più remota e la più seria, è quella che ADM ha enunciato il 28 febbraio 2024. Mettere in fila queste tre in ordine di probabilità non minimizza la terza: la colloca.
Prevenzione: limiti, RUA e tutela di chi gioca
Dall’aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

Il limite di deposito scelto in registrazione
Il primo strumento di tutela di un concessionario italiano non è una policy, è una casella da riempire. All’apertura del conto di gioco il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già al momento dell’iscrizione.
La meccanica dell’aggiornamento è dove sta l’asimmetria: un limite abbassato ha effetto immediato, un limite alzato richiede sette giorni di attesa. È una regola pensata con criterio, perché colpisce esattamente il momento in cui un giocatore vuole alzare il tetto — cioè dopo una serata storta. Sette giorni sono un’eternità per chi ha appena deciso di recuperare, e sono la ragione per cui la regola funziona. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette insieme l’intera cassetta degli attrezzi: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Il limite che ADM fissa nella gara di concessione, come cifra, non è noto. Non è però la cifra che conta per il giocatore: quello che conta è il tetto che lui stesso sceglie, perché è l’unico su cui ha voce in capitolo prima di avere un problema.
Il RUA e l’autoesclusione che non si aggira
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il pezzo di impianto che più spesso viene confuso con un’opzione del singolo bookmaker. Non lo è. L’autoesclusione registrata nel RUA si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui è richiesta.
Chi si esclude su un concessionario si esclude su tutti. È una scelta deliberata e va letta come tale: chi vuole davvero prendersi una pausa non deve ripetere la procedura dieci volte, e non può rimediare all’impulso del giorno dopo aprendo un conto altrove tra i concessionari. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore; una testata di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.
Manca un pezzo, ed è quello che riguarda il tema di questa pagina: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso lì non è protetto. Non è un tecnicismo: la tutela più robusta del sistema italiano si azzera esattamente nello spazio che questa pagina sta descrivendo.
Età, identità e conto di gioco
Il D.Lgs. 41/2024 all’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Il conto di gioco richiede identificazione piena, e qui gli operatori hanno allargato le strade: registrazione classica con il caricamento fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo e importa i dati automaticamente. Alcuni offrono anche CIE attraverso un provider SPID. In assenza di SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori.
La verifica dell’identità è la parte che i giocatori tollerano peggio, e va spiegata per quello che è: è il prezzo dell’esistenza di un conto contestabile. Un sito senza identificazione piena non è un sito più comodo, è un sito da cui non si sa chi risponde.
Informazione e contatto: l’obbligo meno visibile
L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € all’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
C’è un’ironia involontaria che vale la pena notare: la stessa legge che vieta al concessionario di raccontarsi al pubblico gli impone di spendere per parlargli di gioco responsabile. Chi si lamenta dei messaggi di prevenzione che compaiono fra una giocata e l’altra sta guardando l’unico spazio pubblicitario che gli resta.
Il Telefono Verde e dove si chiede aiuto
Sui canali di aiuto gli operatori rinviano, almeno in alcuni casi documentati, al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Un numero verde è utile nella misura in cui il giocatore sa di poterlo usare senza dover ammettere niente a nessuno prima. Ma c’è un dato strutturale da tenere presente: il canale di contatto obbligatorio dell’art. 15, comma 1, lett. f) esiste in quanto c’è una concessione che lo impone. Un operatore senza concessione non ha quest’obbligo, e questo è il senso pieno della parola «non protetto» quando si parla di siti esteri.
Regole chiare e regole aggirabili
Proviamo a mettere in fila l’impianto e a vedere dove tiene e dove cede.
Tiene sul lato dell’autolimitazione: un limite di deposito abbassato è immediato e la sua rimozione è lenta, il RUA copre trasversalmente tutte le piattaforme autorizzate, la pubblicità del gioco è vietata tranne i messaggi di gioco responsabile, l’età è fissata e l’identità è obbligatoria. Cede sul lato della copertura: tutto questo vale per chi ha una concessione italiana, e smette di valere esattamente nel momento in cui il giocatore attraversa il confine.
È una falla che nessuna regola interna può chiudere, perché le regole non hanno giurisdizione dove il giocatore va di sua volontà. L’unica cosa che la chiude è la scelta del giocatore di restare dentro.
Valutazione: come si legge una classifica di bookmaker
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo di inibizione imposto dall’ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.
La classifica parte da un filtro, non da un voto
Una classifica di bookmaker ha senso solo se prima si decide chi può entrarci. Il filtro di questa pagina è il titolo: le dieci piattaforme descritte sotto sono concessionari presenti nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ognuna su un sito .it, ognuna con un codice di concessione e una ragione sociale diversa dal marchio.
Detto questo, conviene sgombrare il campo da un equivoco: l’elenco non è una graduatoria di qualità e non lo diventa mettendolo in ordine. Il titolo dice che un operatore può raccogliere gioco in Italia; non dice che lo faccia bene, non dice quanto paghi, non dice se il suo palinsesto sia ricco. Quei giudizi stanno nelle condizioni e nelle app di ciascuno, e li si legge uno per uno.
Il titolo, il concessionario, il palinsesto
La prima lente è il titolo: numero di concessione e ragione sociale del concessionario, che gli operatori scrivono nelle proprie condizioni. La seconda è il palinsesto, definito dall’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi — sportivi, compreso l’ippica, e non sportivi — e di tipologie di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM: una scommessa può essere presa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM abilita gli eventi uno per uno. Nel settembre 2026, come riferisce la stampa di settore, ha autorizzato la Setka Cup con bet365 primo partner.
Qui sta un pezzo di realtà che le recensioni trascurano: il palinsesto non è un catalogo libero, è una lista autorizzata. Quello che un concessionario può offrire dipende anche da quanto è largo il suo palinsesto approvato, non solo da quanto è bravo il suo ufficio quote. Quali sport e quali tipologie di giocata contenga il palinsesto di ciascuno non è noto, e non è una cosa che si possa dedurre da una tabella.
Che cosa dice la legge sulle giocate disponibili
Vale la pena tenere presente la mappa legale delle giocate, perché spiega alcune differenze fra le piattaforme che altrimenti sembrano casuali.
La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale, e la legge prevede anche il totalizzatore, ma non è noto se qualche brand online offra concorsi a totalizzatore sportivo. Gli eventi simulati — l’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e altri simulati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato — sono ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica in legge è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c) e dell’art. 2, lett. h) — vincente, accoppiata, tris, quartet, quintet e simili — che richiedono una concessione propria; se qualche brand tratti online i totalizzatori di ippica nazionale non è noto. Le scommesse live sono offerte da ogni operatore di dimensioni rilevanti, ma le regole di ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note e non esiste qui un elenco dei mercati live. Sulle scommesse relative a eventi di minori esiste una decisione di un direttore generale di ADM che cita il DM 111/2006; il suo contenuto non è noto. Sugli eSports non è noto se il palinsesto li comprenda. Un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non è noto: gli strumenti che vincolano sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.
Leggere questa mappa serve a una cosa sola: togliere dalla testa l’idea che una piattaforma sia più ricca perché è più libera. La varietà dei prodotti dipende dall’insieme di autorizzazioni e di concessioni che quell’operatore detiene, non dal paese in cui ha registrato il server.
Quanto vale un bonus senza deposito
Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e la prima cosa da fissare è che il divieto pubblicitario non tocca la sua esistenza: il Decreto Dignità vieta di pubblicizzare, non di offrire. La seconda è che non risulta un tetto legale né all’importo né ai requisiti di puntata, quindi ogni numero va letto nelle condizioni di chi lo propone.
Sul bonus senza deposito c’è un equivoco da smontare, e vale per ogni mercato. Un bonus senza deposito non è denaro regalato: è un credito con un requisito di rigioco attaccato, e quel requisito va confrontato con la quota minima ammessa e con il tempo concesso. Un bonus che richiede molte volte il suo valore in giocate, su quote non troppo basse, non è un regalo ma un incarico. E il margine del bookmaker è dentro ogni quota su cui quel requisito va onorato, quindi il costo del rigioco non si vede mai in una schermata di benvenuto. Chi confronta due bonus guardando solo le cifre in grande sta confrontando l’unica parte che non conta.
Quanto al bonus senza deposito «dei siti esteri» evocato dalle ricerche: le cifre più generose che circolano in quelle pagine arrivano da operatori che non hanno nessun obbligo di corrispondere, nessun registro che li controlli e nessuna sede in Italia dove un reclamo venga discusso. Un bonus grande offerto da chi non ha dove rispondere non è un bonus grande: è una promessa senza garante.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono le condizioni su questo tema |
|---|---|---|
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Il palinsesto dell’app va dal calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | L’apertura del conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | L’app offre pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Bonus Sport di 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; con registrazione manuale, bonus di verifica di 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto a slot e Live Casinò |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | L’app copre Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga e La Liga, più Champions, Europa e Conference League e oltre 20 sport con risultati in diretta |
Che cosa non entra in una tabella
La tabella dice chi ha il titolo e che cosa promettono le condizioni e le schede delle app. Non dice quanto un operatore paghi davvero su un singolo mercato, e per un motivo semplice: le quote di questa pagina non sono quotazioni rilevate, e un numero copiato da una schermata di ieri non serve a nessuno. Le cifre che contano — quota minima per il rigioco, moltiplicatore richiesto, tempo concesso, tetto alla vincita del bonus — stanno nelle condizioni di ciascun operatore, e sono le uniche che il giocatore può usare per decidere.
La seconda cosa che non entra è il giudizio su chi sia «il migliore»: la tabella è ordinata per marchio, non per merito, e chi la legge come una graduatoria sta leggendo la cosa sbagliata.
Che cosa costa giocare su un sito estero, in numeri
Prendiamo il caso più semplice che esista e mettiamo dentro i numeri. Un giocatore sceglie in registrazione un limite di deposito settimanale di 100 € e gioca tutto su un mercato a due esiti, con entrambe le quote a 1,90 su una singola. Le due cifre — il limite di 100 € e la coppia 1,90 / 1,90 — sono un esempio illustrativo, non una quotazione rilevata né una raccomandazione.
Mettiamo la prima cosa in chiaro, perché è quella che sfugge: quel limite di 100 € settimanali è denaro che entra nel conto, non denaro che viene puntato. Il vincolo che il giocatore si è dato riguarda la ricarica. Nel conto dello scommettitore, invece, i 100 € depositati possono trasformarsi in un giro di puntate molto più lungo, perché ogni vincita torna a disposizione e viene rigiocata.
Su questo mercato il margine del bookmaker si calcola sulle quote, non sul deposito. La quota di ritorno è l’inverso della somma degli inversi delle due quote: 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90) dà circa 0,95, cioè il 95 %. Il margine è quello che resta, il 5 % circa di ogni unità puntata su quel mercato. È la formula da tenere a mente ogni volta che si legge una quota: il prezzo che si vede contiene già quella fetta, che non compare da nessuna parte nella schermata.
Da qui discende il costo atteso di un volume di gioco. Supponiamo che il giocatore punti complessivamente 1.000 € nell’arco di un mese, rigiocando anche le vincite entro il tetto settimanale che si è dato. Su un mercato con un margine intorno al 5 %, la perdita attesa è il 5 % di quel volume, quindi un ordine di grandezza di 50 €, con una banda realistica che va da circa 40 € a circa 60 € a seconda di quanto il margine effettivo si discosti dal 5 % e di quante puntate il giocatore riesca a concentrare su prezzi migliori. In termini di vincolo autoimposto: si tratta di circa metà del limite settimanale scelto, maturata su un volume di gioco dieci volte più grande.
Attenzione a che cosa dice e che cosa non dice questo numero. Non dice che il giocatore perderà 50 €: è una stima statistica, una media su molte puntate nelle condizioni descritte, e su un singolo mese il risultato può essere qualsiasi cosa, da una vincita a una perdita molto più grande. Dice un’altra cosa, ed è la sola che serva qui: il costo di far girare denaro in un bookmaker è proporzionale al volume, non alla generosità dell’offerta. Chi punta 1.000 € al mese paga quella fetta; chi ne punta 5.000 la paga cinque volte tanto.
Sul sito estero la stessa fetta esiste, ed è la prima cosa che un operatore senza concessione deve recuperare da qualche parte — l’imposta unica che non versa, i punti vendita ricariche che non ha, il canale di assistenza obbligatorio che non paga. Il resto del conto arriva dopo: il prelievo che non parte, il saldo che resta dentro un flusso di pagamento che si sta chiudendo, la vincita che entra per intero nella dichiarazione dei redditi come «redditi diversi» secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate richiamata nella sezione sulla normativa. Nessuna di queste voci compare in una tabella comparativa, e tutte hanno un prezzo.
I dieci concessionari: cosa offre ciascuno e a chi conviene
Sisal: volume di eventi e app che punta sull’accesso
La concessione è la n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a. Sul fronte sportivo l’app dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Il catalogo di tipologie di giocata è la parte più interessante, perché non si limita alle tre giocate di base: figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out chiude la giocata prima che l’evento finisca. Sul fronte dell’accesso, l’app per le scommesse sportive permette di entrare nel conto anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile.
Il numero da mettere accanto a tutto questo è 1.000 eventi al giorno. Sembra pubblicità, ma è la misura di quanto un concessionario possa essere ricco anche restando dentro un palinsesto approvato: la varietà non è una concessione alla creatività dell’operatore, è il risultato di un lavoro di abilitazione. Chi pensa che fuori dal sistema italiano si trovi più scelta farebbe bene a confrontare prima questo dato con quello offerto dai siti che sta valutando.
Il Cash Out merita una riga a parte, perché è il tipo di funzione che cambia il modo in cui si gioca senza cambiare il prezzo: chiudere una giocata in corso significa accettare una quota che l’operatore propone, e quella quota incorpora il margine come tutte le altre. È comodità, non un vantaggio aritmetico.
Verdetto: Sisal è la piattaforma per chi misura un bookmaker in eventi e tipologie di giocata e non vuole rinunciare a niente sul fronte mobile; il costo di quella varietà è che le condizioni su bonus e rigioco vanno lette altrove, perché qui il palinsesto non dice nulla sul prezzo.
Lottomatica: l’app costruita sul live
Il codice di concessione è il n. 16010, con Goldbet Better Organization Italy S.p.a. come concessionario. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
La scelta di prodotto è leggibile dalla lista: due campionati italiani, la massima competizione europea per club, la Premier League e due mondi a motore. È un profilo di operatore che punta su eventi seguiti da un pubblico ampio, con il live come centro dell’esperienza e lo streaming come ponte tra guardare e giocare.
Lo streaming gratuito però non è una cortesia: è il modo più efficace per far restare l’utente sulla pagina durante la partita, che è esattamente la finestra in cui il ritmo delle giocate si alza. Chi apprezza la comodità di seguire l’evento dentro l’app paga quella comodità con un tempo di permanenza più lungo, e il tempo di permanenza è la variabile che i limiti di gioco previsti dalla normativa provano a mettere sotto controllo.
Verdetto: qui conviene chi vive le scommesse come parte della visione della partita; chi cerca un catalogo di nicchia resta probabilmente deluso dalla concentrazione su pochi grandi campionati.
NetWin: un bonus modesto con regole precise
Concessione n. 16035, concessionario Netwin Italia S.p.a. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Vale la pena soffermarsi sulla parola «reale». Un bonus reale è denaro accreditato, non un gettone virtuale, e questo lo distingue da molte promozioni che si presentano con cifre più alte e poi si scoprono essere crediti con vincoli. La struttura ha però tre paletti che vanno letti insieme: il tetto a 50 €, il deposito minimo di 20 € e la condizione del conto verificato prima di poter usare il bonus.
L’ordine di questi passaggi è quello che conta nella pratica. La verifica del conto non è una formalità a valle: se il conto non è verificato, il bonus non è utilizzabile, e la verifica richiede documenti o SPID. Chi apre il conto per approfittare della promozione in una serata libera rischia di trovarsi con il deposito fatto e il bonus fermo in attesa di un documento.
Il paragone utile è con le cifre in grande che si vedono altrove: un bonus reale con un tetto basso e requisiti chiari è, per chi punta poco, un’offerta più leggibile di una promozione a tre cifre che si sconta in settimane di rigioco. Il tetto a 50 € è anche il segnale del tipo di cliente a cui l’offerta è pensata.
Verdetto: NetWin è la scelta di chi vuole un bonus che si capisce in una lettura e deposita poco; il rovescio è che il valore assoluto resta contenuto, e chi punta cifre più alte troverà la promozione irrilevante.
Eurobet: il palinsesto più largo della lista
La concessione è la n. 16012, di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Questa è la scheda che meglio illustra quanto sia largo il concetto di palinsesto nel sistema italiano. Sport di nicchia come scacchi e baseball convivono con categorie che un giocatore non sportivo associa raramente alle scommesse: un risultato elettorale, la finale di un reality. Per un certo tipo di giocatore questa ampiezza è il vero prodotto, molto più della quota su un big match.
C’è però una considerazione di metodo da fare, e riguarda la profondità. Un palinsesto largo e un palinsesto profondo non sono la stessa cosa: la lista dice quante famiglie di eventi sono coperte, non quanti mercati siano disponibili su ciascun evento. Chi cerca il mercato raro sul campionato minore trova qui la categoria giusta, ma deve verificare sulla scheda dell’evento quanti mercati siano effettivamente aperti, e quella verifica si fa solo giocando, non leggendo una descrizione.
Verdetto: è il concessionario per chi si annoia dei soli grandi campionati; chi vuole dieci mercati su una partita di Serie A guardi altrove con la stessa attenzione alla profondità.
BetFlag: l’identificazione come servizio
Concessione n. 16008, Betflag S.p.a. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
La scheda sembra povera di sostanza sportiva, e invece tocca il punto esatto in cui si decide se un conto è utilizzabile stasera o la settimana prossima. L’identificazione con SPID importa i dati automaticamente e non lascia spazio a un documento illeggibile o a un formato rifiutato; la via CIE copre chi ha la carta d’identità elettronica e non lo SPID. La registrazione classica resta, con il caricamento dei documenti in .pdf, .jpg o .png.
Il motivo per cui questo dettaglio pesa più di quanto sembri sta nella regola dei 30 giorni: senza SPID il conto va validato entro un mese o viene sospeso e i prelievi bloccati. Un giocatore che si iscrive con la procedura manuale e rimanda il caricamento si trova con un conto che funziona per depositare e non per prelevare. Le due strade di identificazione non sono due comodità equivalenti, sono due tempi diversi prima che il conto sia pienamente operativo.
Verdetto: BetFlag si distingue su un terreno che non è il palinsesto ma l’accesso, e per chi ha SPID o CIE significa un conto pronto in pochi minuti; per chi non li ha il vantaggio si riduce alla procedura ordinaria che offrono tutti.
Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi
La concessione è la n. 16027, intestata ad Azzurri Limited — una ragione sociale che non contiene il marchio e che vale la pena ricordare, perché è la stessa che compare sulla scheda di un’altra piattaforma di questa lista. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
L’elenco dei mercati è quello standard di un bookmaker sportivo completo, e la menzione dei marcatori e della combo dice che la profondità sul calcio non è solo nominale. Il «migliaia di eventi» va letto per quello che è: un’indicazione di scala, senza una cifra esatta e senza periodicità, quindi meno utile di un dato giornaliero.
Sul fronte della composizione dell’offerta va segnalato un fatto che riguarda il gruppo e non la singola insegna: Azzurri Limited è il concessionario sia di questo marchio sia di StarCasinò. Per il giocatore significa che due nomi distinti della lista possono far capo alla stessa struttura societaria, e che una comparazione costruita sulle insegne sta confrontando in parte la stessa cosa con se stessa. Non cambia nulla sui diritti del conto, ma cambia il senso di una classifica.
Verdetto: Betsson è una scelta da bookmaker generalista, con la profondità sul calcio come punto di forza e un catalogo di mercati che copre le esigenze più comuni; chi cerca l’evento insolito o il prodotto specialistico non è il suo pubblico.
William Hill: bonus legato al metodo di registrazione
Concessione n. 16044, con William Hill Malta Plc come concessionario. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.
Questa è la sola scheda della lista in cui il metodo di identificazione cambia l’importo del bonus, e la differenza non è piccola: il doppio, e subito contro dopo. Leggendo le due strade come le legge un giocatore, la scelta è tra 10 € immediati con SPID e 5 € con una finestra di 96 ore per inviare i documenti — una finestra che, se lasciata scadere, fa evaporare il bonus di verifica.
Il meccanismo ha una logica che conviene agli operatori e, in questo caso, anche al giocatore: SPID costa meno all’azienda di una verifica manuale, e il bonus differenziato trasferisce parte di quel risparmio a chi sceglie la via più rapida. È una delle poche promozioni di questa lista in cui il vantaggio non dipende dalla dimensione del deposito ma da una scelta procedurale. Il rovescio è che 10 € sono una cifra modesta, e chi non ha SPID si trova davanti a un incentivo a ottenere un’identità digitale per non perdere metà di un bonus piccolo.
Verdetto: il bonus di William Hill premia il metodo di identificazione invece della dimensione del deposito, e per chi ha già SPID è il più immediato della lista; chi non lo ha e non vuole attivarlo parte da metà dell’importo.
StarCasinò: il comparto scommesse dentro una piattaforma di casinò
La concessione è la n. 16026, di Azzurri Limited, la stessa società già incontrata sulla scheda Betsson. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La descrizione dice una cosa precisa e va presa alla lettera: il comparto scommesse esiste, è dichiarato, e convive con un’offerta di casinò che nella presentazione dell’app è in primo piano. Non è un bookmaker con un casinò accanto, è una piattaforma di gioco in cui le scommesse sono una delle sezioni. La differenza conta per chi cerca un’esperienza sportiva costruita come tale, con un palinsesto largo e mercati profondi.
Va però detto che il casino-first non è un difetto in sé. Per chi già gioca in un solo ambiente, avere conto, saldo e metodi di pagamento unificati è una comodità reale, e il titolo di concessione è lo stesso che serve per le scommesse. La questione diventa un’altra quando il casinò e le scommesse convivono nello stesso saldo: due prodotti con ritmi molto diversi, uno dei quali si gioca in pochi secondi, dentro un unico limite di deposito scelto all’inizio. Il limite è uno strumento di tutela, ma non distingue fra i prodotti, e chi lo ha fissato pensando alle scommesse sportive può ritrovarselo consumato altrove.
Verdetto: StarCasinò ha senso per chi vuole un unico conto per gioco sportivo e casinò; chi cerca solo scommesse e vuole il saldo sportivo separato da un ambiente veloce troverà qui una piattaforma costruita con priorità diverse dalle sue.
bet365: un partner globale che gioca in casa col live
La concessione è la n. 16030, con Hillside (New Media Malta) Plc come concessionario. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
C’è un contrasto che vale la pena osservare: un partner globale con una concessione italiana specifica per un sito, e un palinsesto che mescola competizioni di primo piano e sport di nicchia anglosassone — freccette e boxe in testa. È il profilo di un operatore che porta in Italia una cultura di gioco costruita altrove, e che il sistema italiano ha accettato nel perimetro del proprio titolo.
Sul versante del prodotto, bet365 è anche il primo partner della Setka Cup autorizzata da ADM nel settembre 2026. Il dato dice qualcosa sul funzionamento del sistema: le competizioni vengono abilitate una per una, e un operatore che vuole restare davanti deve presidiare il momento in cui l’evento entra nel palinsesto approvato. Per il giocatore questo si traduce in un catalogo che cambia nel tempo non solo per scelte commerciali, ma perché cambia l’elenco delle autorizzazioni.
Verdetto: bet365 ha la combinazione più completa di questa lista sul lato sportivo internazionale, con il live come terreno naturale; chi cerca l’evento di nicchia locale o il prodotto casinò resta fuori dal suo centro di gravità.
Planetwin365: copertura dei campionati e oltre venti sport
Concessione n. 16007, Pwo S.p.a. come concessionario. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
La particolarità sta nella quota italiana del palinsesto: Serie C e Coppa Italia accanto ai campionati esteri. È una scelta che serve un pubblico che non si limita alla massima serie e che spesso non trova copertura altrove. Le tre competizioni europee per club completano un quadro pensato per chi segue il calcio a tutti i livelli, con gli sport diversi dal calcio a fare da riempimento («oltre 20 tipologie» è una formula larga, e larga resta finché non si vede la lista).
Vale la pena notare che questo è l’unico caso della lista in cui il dato sulle tipologie di sport è accompagnato dal numero dei campionati calcistici nominati per esteso. Un operatore che scrive Serie A, Serie B, Coppa Italia e Serie C nell’ordine in cui le scrive sta dicendo dove pensa di vincere il confronto.
Verdetto: Planetwin365 è il riferimento di questa lista per chi segue il calcio italiano in tutte le sue declinazioni, comprese le serie minori e la coppa nazionale; sull’ampiezza degli altri sport il dato resta generico e va verificato sulla singola scheda.
Che cosa hanno in comune, e che cosa no
Le dieci schede convergono su un punto e divergono su un altro, e le due cose vanno tenute separate.
Convergono sul titolo: ogni piattaforma ha un numero di concessione, un concessionario con ragione sociale italiana o europea e un sito .it su cui opera. L’origine societaria è varia — William Hill Malta Plc, Hillside (New Media Malta) Plc, Azzurri Limited accanto a Sisal Italia, Netwin Italia, Betflag, Pwo, Goldbet Better Organization Italy ed Eurobet Italia — ma il titolo è italiano per tutte, e il titolo non si compra: si ottiene per gara.
Divergono sul prodotto, e le differenze sono più di sfumatura. C’è chi punta sul volume di eventi, chi sul live, chi sulla larghezza delle categorie coperte, chi sulla facilità di accesso, chi sulla profondità del calcio italiano, chi sul bonus. Nessuna di queste scelte è sbagliata in assoluto, e nessuna è giusta per tutti: sono risposte diverse alla stessa domanda, che è che cosa fa un giocatore quando apre l’app.
Un’ultima nota sui limiti di questo confronto. Le schede descrivono ciò che gli operatori stessi dichiarano nelle condizioni e nelle presentazioni delle app, non un’esperienza di gioco verificata. Quota minima per il rigioco, moltiplicatore, tempo concesso, tempi di prelievo, comportamento della verifica documenti: sono tutti elementi che stanno nelle condizioni di ciascun operatore e che si verificano solo lì.
Domande frequenti sui siti di scommesse esteri
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Sono tre, in ordine di probabilità. Il primo è un prelievo che non arriva o un conto bloccato senza un interlocutore italiano. Il secondo è il blocco del dominio, che lavora a livello di DNS e viene aggirato da una replica in poche ore. Il terzo, il più serio: come ADM ha dichiarato il 28 febbraio 2024, anche il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, pubblico sul sito di ADM: 52 righe con codici da 16000 a 16051, consultate il 25 ottobre 2026, ognuna legata a un sito .it. Poi si cerca nella pagina delle condizioni dell’operatore il numero di concessione e la ragione sociale del concessionario. L’elenco non indica i giochi offerti: lo dimostra il palinsesto.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il Registro Unico degli Autoesclusi è il registro istituito nel 2018 che raccoglie le autoesclusioni dei giocatori. L’iscrizione si chiede a un concessionario, ma l’effetto si estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche, indipendentemente da chi l’ha registrata. I siti privi di concessione non sono collegati al RUA, quindi l’autoesclusione lì non produce alcun effetto.
Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?
L’art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, di giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet e manifestazioni sportive comprese. ADM lo ha richiamato il 28 febbraio 2024. AGCOM applica sanzioni pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiori a 50.000 €, minimo oggi rimesso alla Corte costituzionale dal TAR Lazio.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, che le pagine degli operatori mostrano già all’apertura del conto. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 aggiunge autolimiti su tempo, spesa e perdita e limiti fissati dal concessionario secondo protocolli approvati da ADM. Il valore che ADM fissa nella gara di concessione non è noto.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, e conviene consultare un commercialista. Diverso il caso dei siti esteri: secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi, per l’intero importo, nel Modello Redditi PF o nel 730.
Prodotto dalla redazione di «Numeriescommesse».
