Scommesse sul cricket 2026: il margine che resta dentro ogni quota
Dati aggiornati al 30 Ottobre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle condizioni contrattuali dei singoli operatori.

Chi cerca dove si gioca il cricket in Italia trova quasi sempre una lista di nomi e poche cifre. Il cricket italiano vive per lo più su un app che promette centinaia di eventi virtuali con partenze ogni due minuti, e quella riga dice già molto sul tipo di offerta che un appassionato di cricket si troverà davanti. Il resto — quali frazioni di quota finiscono in tasca al concessionario, quali eventi finiscono davvero in palinsesto, quanto costa un bonus di benvenuto prima che diventi spendibile — è la parte che nessuna classifica mostra, ed è la sola che decide se il conto torna.
Questo è il punto da cui parte tutto: il margine. Non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori, è la differenza fra un mercato che ti restituisce il 95 % di quello che ci metti dentro e uno che te ne restituisce l’88 %. Su cinquanta giocate di pari importo, quel divario vale più di qualunque bonus di benvenuto, e vale più di qualunque quota «maggiorata» stampata in copertina.
La scala adottata qui è quella delle concessioni. ADM (ex AAMS) è l’autorità che rilascia le concessioni per il gioco a distanza, e la sua lista pubblica è l’unica prova che un sito ha titolo per raccogliere scommesse in Italia. Una lista, però, non è una classifica, e un nome su quella lista non dice nulla su quanti mercati cricket quel concessionario tiene aperti. Dieci operatori sono passati al setaccio su concessione, identità del concessionario e ciò che le loro stesse condizioni dichiarano.
Indice dei contenuti
- Dieci concessionari ADM a confronto: chi spunta ogni casella
- Come funzionano le scommesse sul cricket: regole, formati e mercati
- Concessione ADM: cosa è davvero un bookmaker legale in Italia
- Autoesclusione, RUA e limiti di deposito: chi protegge cosa
- Calendario del cricket e tornei: dove guardare prima di puntare
- Quanto costa un bonus di benvenuto: la matematica che non sta in copertina
- Le quote del cricket, il totalizzatore e le giocate virtuali
- NetWin: la concessione c’è, il cricket no
- Lottomatica: streaming, mercati reali e un tetto di 1.000 € al giorno
- bet365: la vetrina internazionale con concessione 16030
- Goldbet: il marchio gemello con l’identificazione doppia
- Planetwin365: oltre 20 sport e il vuoto sui mercati
- Betfair: il solo exchange con concessione 16028
- StarCasinò: il casinò che tiene anche un book
- BetFlag: bonus al 100 % con un tetto che pochi raggiungono
- Eurobet: il palinsesto più largo, la lista più lunga
- William Hill: la freebet settimanale e la multipla che la sblocca
- Quanto costa una quota, e chi paga il conto
- Domande frequenti sulle scommesse sul cricket
- In una riga, senza sconti
Dieci concessionari ADM a confronto: chi spunta ogni casella
Il criterio di partenza è arido e volutamente tale: esiste una concessione? Con quale codice? A quale società è intestata? L’elenco ADM è concesso per sito, non per azienda, e la ragione sociale quasi mai coincide con il nome che si legge sul portale. Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi non lo sa cerca il concessionario sotto il nome sbagliato, non lo trova e conclude che il sito sia irregolare. Non lo è: sta semplicemente usando un marchio diverso dalla ragione sociale.

| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Ciò che le condizioni dell’operatore dichiarano |
|---|---|---|
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Copertura di calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Scommesse sportive su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita in diretta |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live |
| Goldbet | n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni) |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
Le tre colonne raccontano una storia scomoda. La seconda colonna è l’unica che si può verificare in un colpo d’occhio, ed è l’unica che non dice nulla sul prodotto: la lista ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può tenere in qualsiasi combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo. Trovare un marchio sull’elenco non prova che quello tenga aperto un mercato di scommesse sportive: lo prova il suo sito, non la lista.
Su nessuno dei dieci marchi l’elenco delle condizioni o delle schede app raccolte qui nomina il cricket. Non è una svista di questa tabella ed è la cosa più utile che c’è dentro. Se un evento di cricket non è nel palinsesto approvato, quel mercato semplicemente non esiste su quel sito, per quanti mercati il concessionario tenga aperti sul calcio. Il palinsesto è il programma di eventi e di tipi di giocata che il concessionario prepara e che ADM approva, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: la strada da un torneo internazionale a una quota visibile sul sito passa da un’autorizzazione, non da una decisione commerciale presa in una notte.
Il margine trattenuto su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 si calcola così: la quota di ritorno è 1 diviso (1/1,90 + 1/1,90), cioè 0,95, e il margine è 1 meno 0,95, quindi il 5 % su un mercato a due esiti. Su un mercato a tre esiti con le stesse quote su ogni esito — l’1X2 di un incontro che il bookmaker considera equilibrato — la stessa aritmetica porta il margine a circa il 13,6-13,7 %. La banda va letta con la sua condizione appesa: vale su un mercato costruito a quote identiche, che è una semplificazione da manuale, non un prezzo che qualcuno abbia quotato. Nella realtà le quote non sono mai simmetriche e il margine effettivo si sposta; e un mercato a due esiti, per costruzione, costa meno di uno a tre esiti con la stessa quota su ogni esito, perché il libro deve coprire una voce in più. Il cricket porta appeso alla lavagna lo stesso conto che porta il calcio, moltiplicato per il numero di esiti che una singola giocata deve coprire.
Un altro numero che nessuno mette in copertina: il gettito. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è del 20,5 % se raccolta in rete fisica e del 24,5 % se raccolta a distanza, e si calcola sulla differenza fra le puntate e le vincite. È il concessionario a versarla, ma la base su cui si calcola è esattamente la somma che il giocatore lascia sul tavolo. Sulle scommesse virtuali — gli eventi simulati, che sono la forma di cricket più diffusa nei portafogli delle app italiane — l’imposta è pari al 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Due modi di scrivere la stessa cosa, e in entrambi il prelievo precede il margine del bookmaker.
Come funzionano le scommesse sul cricket: regole, formati e mercati
Il cricket non si legge come il calcio, e chi arriva dal novanta minuti trova nel cricket tre partite diverse dentro lo stesso sport. Una squadra schiera undici giocatori; i formati internazionali sono i Test match, i One Day International e il Twenty20. È l’unica cosa che i tre formati hanno in comune.

Il Test match dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra. Si giocano almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. Una partita che si trascina per cinque giorni e finisce senza vincitore non è un’anomalia statistica: è l’esito previsto dal regolamento. Chi porta in un Test match la logica del «vince sempre qualcuno» ha già sbagliato il mercato che sta guardando.
L’ODI è la versione da una giornata, la più semplice da seguire per chi arriva da altri sport: ogni squadra batte per cinquanta over fissi. Se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha esaurito gli over, l’incontro è un pareggio tecnico, il tie. Su un Test o su un ODI, il no contest è un esito reale con la sua quota, e va guardato come si guarda un 1X2.
Il Twenty20 comprime tutto: ogni squadra batte per un massimo di venti over, centoventi lanci regolari, un lanciatore può lanciarne al massimo quattro, e un incontro in parità si decide con un super over. È il formato che sta dentro le finestre serali, ed è il più adatto a chi gioca live. La regola dei quattro over per lanciatore conta per il mercato: quando un lanciatore esaurisce i suoi over, il bersaglio si sposta, e il prezzo con lui.
Poi c’è la pioggia, che nell’ODI ha un regolamento tutto suo. Negli incontri condizionati dal maltempo il metodo Duckworth-Lewis-Stern stabilisce di solito il bersaglio o il risultato; se si giocano troppo pochi over — di solito venti — l’incontro è dichiarato senza risultato. Un mercato che si chiude prima che il metodo venga applicato non è una giocata persa per sfortuna: è una giocata su un evento che il regolamento ha cancellato. Il golf smette di contare con il buio; il cricket si ferma con l’acqua, e la differenza fra i due è che nel secondo il risultato a volte viene riscritto a partita in corso.
Quattro mercati che valgono su qualunque formato
Chi arriva dal calcio trova nel cricket un gergo familiare e un ordine di lettura diverso.
L’esito dell’incontro. Sul Twenty20 e sull’ODI la partita non può finire in parità senza uno spareggio, sul Test sì. Il pareggio non è un esito di ripiego da quotare in coda: su un Test match è un risultato con la sua probabilità, e il bookmaker lo prezza come tale.
Il vincitore del sorteggio e la scelta del campo. Nel cricket batte prima una squadra, poi l’altra, e chi comincia sceglie se battere o mandare l’avversario in attacco. Le condizioni del campo, l’ora del giorno e la rugiada pesano su quella scelta, che è la ragione per cui il sorteggio è un mercato a sé e non un contorno folkloristico.
Il numero di run totali. È il cugino stretto dell’Under/Over dei gol. Con la differenza che in un ODI gli over sono fissi a cinquanta, quindi il numero dei lanci disponibili non è una variabile dell’analisi: è una costante del formato, e tutta la pressione si sposta sulla qualità della battuta.
Il confronto fra i due inning. Su un Test la prima e la seconda battuta della stessa squadra sono due cose diverse, e un mercato che confronta la prima con la seconda non è una ripetizione del mercato sull’esito.
E il live, che nel cricket ha un fascino tutto suo. Ogni lancio cambia lo stato della partita, il bersaglio si muove di run in run, e le quote si muovono con esso. Il rovescio della medaglia è che questa densità di eventi è la stessa densità che genera giocate impulsive, e il margine su un mercato live è tipicamente il più grasso della giornata: più mercati aperti, più occasioni per il concessionario di prezzare il suo vantaggio. Non serve un’app italiana per rendersene conto: basta guardare due volte la stessa quota a dieci minuti di distanza.
Concessione ADM: cosa è davvero un bookmaker legale in Italia
Il gioco a distanza in Italia non si apre con una licenza, si apre con una concessione messa a gara. Il testo di riferimento è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; i totalizzatori sportivi e ippici; l’ippica nazionale; i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; il bingo. Sotto l’art. 6, comma 3 chi vince la gara può gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Fra i requisiti: una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5); condizioni di concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata della concessione (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
L’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — perché la concessione è per sito, non per azienda. La conseguenza pratica di quella riga è più grossa di quanto sembri: una società non può spostare la propria concessione su un dominio diverso come si cambia un vestito.
Il controllo è alla portata di chiunque in cinque minuti, e la procedura è sempre la stessa. Si apre l’elenco ADM e si cerca il nome del concessionario, non il marchio del portale. Ricavato il codice, si torna sul sito dell’operatore e si confrontano numero e ragione sociale con quelli che l’operatore stesso dichiara nelle proprie condizioni. Se i due numeri coincidono, il sito è autorizzato. Se l’elenco restituisce il vuoto, nessun altro dettaglio salva la situazione: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano fra le 52 righe al 25 ottobre 2026.
Cosa si può scommettere, e cosa no
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata che il concessionario prepara e ADM approva. Una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro quel palinsesto, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga è cosa che nessuno può sapere dall’esterno.
Poi c’è la parte che sorprende chi pensa che «sportivo» sia una categoria unica. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: sport, corse di cavalli e altri eventi generati al computer, mostrati con animazione o come evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive, e le sezioni «Virtuali» dei siti ne sono piene. L’ippica è due cose separate nella legge: le scommesse su corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h: vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili) che richiedono una concessione propria. Non è una distinzione da giuristi: due prodotti che un giocatore chiama «cavalli» vivono in due concessioni diverse.
Il betting exchange è ammesso come gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è descritta come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima in banca di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di settore del 2024 riferisce che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è cosa che resta da verificare sull’operatore stesso.
Su un punto conviene essere netti: una quota non è uguale a un diritto. La concessione regola chi può prendere la giocata, non garantisce che il mercato che ti interessa esista su quel sito.
Autoesclusione, RUA e limiti di deposito: chi protegge cosa
La vigilanza sul gioco a distanza non è fatta solo di divieti. L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette in fila gli strumenti che ogni concessionario deve offrire: auto-limitazioni su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’art. 15, comma 2 aggiunge un obbligo di informazione: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.
Il pezzo che conta davvero per chi gioca si chiama RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018. L’iscrizione al RUA blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. È l’unica funzione del sistema che non si può aggirare cambiando operatore: l’autoesclusione non è una promessa fatta al singolo bookmaker, è un registro centrale. E ha un rovescio che nessuno mette in evidenza: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA, quindi chi si autoesclude lì non è protetto da nulla.
Che cosa significa in pratica l’autoesclusione dipende dalle condizioni del singolo operatore, e la varietà è notevole. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due date, due sistemi, e in mezzo la prova che le condizioni cambiano mentre il giocatore le sta usando. Chi si autoesclude per 90 giorni contando di poter rientrare prima deve leggere la clausola vigente quel giorno, non quella che ricordava.
Sui limiti accade qualcosa di simile. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La riduzione è immediata, l’aumento aspetta una settimana. Il ritardo non è burocrazia: è il tempo in cui una decisione presa di sera deve sopravvivere alla mattina. Il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione è uno strumento dello stesso tipo, e l’art. 15, comma 1 lo prevede su base settimanale o mensile. La cifra del limite che ADM fissa nella gara di concessione resta cosa che non si conosce dall’esterno.
Sul versante dei pagamenti, la ricarica è il canale più italiano che esista. I «punti vendita ricariche» dell’art. 13, D.Lgs. 41/2024 — tabacchi, ricevitorie — sono iscritti in un registro tenuto da ADM e ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Il contante che entra nel circuito è quindi incanalato e tracciato per costruzione, e questo è esattamente il punto: un conto di gioco con concessione ADM assorbe denaro contante in una misura piccola e definita, non nella misura che il giocatore decide.
Il quadro dei mezzi di pagamento che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM comprende carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); la lista effettiva di ogni operatore è nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e nessuna norma nomina mezzi approvati.
L’identità prima del gioco
Un conto di gioco richiede l’identificazione completa. Apre bene chi sa che la procedura non è un ostacolo da aggirare: senza identificazione non si preleva.
Gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e con SPID; Goldbet la offre anche con CIE tramite un fornitore SPID. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. I tempi contano più di quanto sembri: secondo le pagine degli operatori, senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sembrano molti finché non si vince qualcosa e si scopre che il documento caricato tre settimane prima non è mai stato approvato. L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Il gioco d’azzardo non è un modo di fare soldi, e va detto senza giri di parole: è un modo di spenderne. Il margine trattiene ogni unità puntata, e la quota che sembra generosa è la stessa quota che ha già pagato il margine, l’imposta e la struttura del concessionario. Per chi ha un problema con il gioco, la strada vera non passa dal sito su cui sta giocando: passa dal RUA, che chiude tutto in una volta, e dal Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato da bet365 per i residenti in Italia accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione. Quelli sono gli strumenti; il resto è marketing.
Calendario del cricket e tornei: dove guardare prima di puntare
L’offerta italiana guarda al cricket da lontano, e conviene partire da quella distanza. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Il cricket non compare in quella lista. L’app Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Nemmeno lì. Il cricket resta la disciplina che un appassionato cerca e che trova, nella maggior parte dei casi, sotto la voce «altri sport» o dentro un mercato virtuale.
Chi governa il cricket è l’International Cricket Council (ICC): dodici membri effettivi hanno lo status di Test, e il World Test Championship ha iniziato la sua stagione inaugurale nel 2019. È l’ICC che decide il calendario internazionale, quindi è l’ICC la fonte da guardare per sapere se il mese prossimo c’è un torneo e di che formato. Un bookmaker, anche il più grande, non anticipa quel calendario: reagisce ad esso.
L’ultimo grande appuntamento è finito. Il 7 febbraio 2026 è cominciata la ICC Men’s T20 World Cup 2026, organizzata congiuntamente da India e Sri Lanka, conclusa l’8 marzo 2026 con la vittoria dell’India sulla Nuova Zelanda per 96 run in finale. Ventiquattro giorni di torneo, venti squadre, e un vincitore annunciato. Chi legge questa pagina a torneo chiuso cerca la prossima finestra: la stagione inaugurale del World Test Championship è iniziata nel 2019 e quel ciclo si rinnova, ed è lì che si trovano i Test match che durano cinque giorni.
Il calendario, in altre parole, non è un elenco di partite: è un elenco di occasioni in cui un mercato esiste. Un torneo che si apre è l’unico momento in cui un bookmaker ha interesse a investire in un palinsesto che comprende il cricket, perché lì trova volume. Fuori da quelle finestre il mercato si assottiglia.
Su tutto questo pesa una regola che riduce la domanda di offerta in modo silenzioso: il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore, e ADM lo cita così: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione. Non si vedranno campaign televisive su un torneo di cricket, e quella assenza di vetrina è parte del motivo per cui l’offerta cricket in Italia resta rarefatta e poco concorrenziale. Il decreto promuove invece la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).
Sul fronte sanzionatorio il quadro si è mosso. La stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità della notifica del divieto). Una proposta di modifica del bilancio 2026 targata Forza Italia per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non risulta trasformata in legge: al momento della verifica il divieto è in vigore.
Per il giocatore italiano il calendario ha un effetto pratico immediato: l’offerta cricket si concentra su pochi operatori grandi e sui grandi tornei. Chi cerca un mercato di nicchia su un campionato domestico di un paese del Commonwealth guarda una scaffale che in Italia è quasi vuoto.
Quanto costa un bonus di benvenuto: la matematica che non sta in copertina
Il «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, non una categoria giuridica, e il divieto del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Nessun tetto di legge né sul bonus né sui requisiti di puntata è noto, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Ed è lì che la parola «gratis» si decompone.
Prendiamo il caso che è anche il più utile da capire. L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. La legge va letta due volte. Cinque eventi con quota totale minima 10.0 non sono una giocata di ripiego: sono una costruzione che deve mettere insieme quattro gambe che reggano, e la probabilità che reggano tutte è il prodotto delle probabilità delle singole. La freebet premia una multipla vinta, quindi il requisito non è un pedaggio: è la condizione per riceverla. Ma il valore atteso di quella settimana di gioco non vive nella freebet da 5 €, vive nella multipla da 20 € che è stata giocata per poterla ottenere.
Il secondo caso mostra un meccanismo diverso. Il Welcome Bonus Sport di BetFlag è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. «Accreditato su saldo» è la specifica che conta: il bonus entra nel saldo e non resta un gettone separato. Il massimale di 5.000 € non è la taglia dell’offerta promossa, è il tetto che morde solo su un primo deposito da almeno 5.000 €, e va letto insieme al fatto che il bonus è proporzionale a quello che il giocatore mette dentro. Un conto nutrito con 100 € non vede mai quel tetto.
C’è poi il canale d’accesso, che è a sua volta una condizione. Per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. È un pacchetto condizionato al deposito, non un bonus senza deposito, e la differenza fra i due si sente nel portafoglio prima che nelle condizioni.
E qui arriva il conto che nessuna promozione pubblica. Chi gioca la freebet di William Hill su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90, con una quota di ritorno di 0,95, non sta giocando un gettone neutro: la quota di ritorno di quel mercato è il 95 %, e il 5 % di margine è il prezzo del tavolo su cui la freebet viene spesa. Se il bonus di benvenuto arrivasse con un requisito di puntata pari a dieci volte l’importo — un’ipotesi illustrativa, non una clausola di nessun operatore qui — il costo atteso di un giro di rigioco su quella stessa quota di ritorno sarebbe del 5 % sulla somma rigiocata, che su 200 € di giocate fa 10 €. È una stima statistica su molte giocate e non un conto garantito per una singola partita: il margine è medio, il risultato no. Ma dice la cosa che serve sapere: prima di guardare quanto vale un bonus, conviene guardare quanto costa il mercato su cui il bonus verrà speso, perché è quello il conto che si paga in ogni caso.
Il margine, su questo, è più onesto di qualunque condizione contrattuale. Non richiede di leggere nulla in piccolo, non scade, non si azzera se il deposito è troppo basso. È lì dentro ogni quota e resta lì. Il modo per tenerlo sotto controllo esiste ed è banale: sommare gli inversi delle quote di tutti gli esiti di un mercato prima di puntare. L’1 diviso la somma è la frazione che torna indietro, il resto è quello che il concessionario si tiene.
Leggere le clausole in piccolo quando l’offerta è condizionata
Tre domande, in quest’ordine, davanti a qualunque offerta. Il bonus è in denaro o in gettoni? Se è una freebet la cui puntata non viene restituita, vincerla paga la quota meno la puntata, non la quota intera. Il requisito di puntata è calcolato sull’importo del bonus o su bonus più deposito? La differenza fra le due basi cambia di molto quanto bisogna rigiocare. E soprattutto: quali giocate contano? Solo quelle a quota pari o superiore a una soglia, perché sotto la soglia i requisiti di puntata non si accumulano e le giocate non contano a nulla.
Quando le condizioni di uno di questi punti non sono leggibili, la risposta non è indovinare: è cercare la clausola nelle condizioni contrattuali dell’operatore prima di depositare. La cifra c’è, da qualche parte, ed è lì che va letta.
Le quote del cricket, il totalizzatore e le giocate virtuali
La maggior parte delle scommesse sportive è a quota fissa, ed è il prodotto centrale; la legge prevede anche il totalizzatore, in cui il montepremi è formato dalle giocate dei partecipanti e diviso fra i vincitori. Il totalizzatore non è un’offerta che si trova facilmente su un sito italiano, e questo cambia il profilo del giocatore: alla quota fissa il prezzo è noto prima della giocata, al totalizzatore lo si scopre alla fine. Nessuno dei dieci profili elencati qui sopra descrive un’offerta di totalizzatore sportivo online, e per il giocatore questa è una questione di trasparenza prima che di convenienza: al totalizzatore non si può calcolare in anticipo né la quota di ritorno né il margine, perché il prezzo non esiste finché gli altri non hanno giocato.
Quanto alle combinazioni, il terreno è più ricco di quanto il cricket suggerisca. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. La «quota maggiorata» resta l’espressione più interessante del lotto: è una quota che è stata alzata rispetto al prezzo di mercato, e la prima domanda da fare è alzata rispetto a cosa. Su una combo di esiti correlati il concessionario trattiene un margine che cresce con ogni gamba che il margine di una singola leggerebbe soltanto una volta. Se le quote di ogni esito occupano una frazione del 100 % pari al ritorno del mercato, moltiplicarle fra loro non restituisce la stessa frazione: le combinazioni compongono le trattenute, non le sommano, ed è per questo che la stessa partita costa di più giocata come multipla che come singola. Una Supercombo da quattro gambe su un mercato a un margine medio si porta dietro una quota di ritorno che nessuna delle quattro partite, da sola, chiederebbe.
Gli eventi simulati meritano un paragrafo a parte, perché nel portafoglio di un giocatore italiano il cricket vive spesso lì. Centinaia di eventi virtuali con partenze ogni due minuti non sono partite: sono prodotti generati, mostrati con animazione o come evento reale preregistrato, e l’art. 2, lett. v) li ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. Il formato delle partenze ogni due minuti è la parte che conta per il conto: un mercato che riapre ogni centoventi secondi toglie al giocatore il tempo di guardare la quota, ragionarci e decidere, e sostituisce quel tempo con la ripetizione. E il trattamento fiscale gli è cucito addosso: sulle scommesse virtuali l’imposta unica è pari al 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite, e l’imposta è proporzionale al volume raccolto, non al margine.
Sul fronte dei mercati e della copertura live, l’offerta dei grandi operatori italiani si è mossa. Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket; fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il cash out è lo strumento che meglio riassume il tema della pagina: chiudere in anticipo non è uscire dal margine, è pagarlo una seconda volta. La cifra che il concessionario offre per uscire viene costruita sul prezzo corrente del mercato, e il prezzo corrente contiene lo stesso margine di prima, più il vantaggio che il concessionario ha nel decidere quando e quanto offrirti.
NetWin: la concessione c’è, il cricket no
NetWin opera con concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., su un proprio sito .it. La sua scheda app descrive un portafoglio che copre calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Il cricket non è nell’elenco.
Il dettaglio che definisce il profilo di NetWin non è la lunghezza della lista, è quello che c’è in fondo: centinaia di eventi virtuali con partenze ogni due minuti. È l’operatore che più esplicitamente vive di volume simulato, e chi cerca cricket qui ha una probabilità concreta di trovarlo in forma virtuale, non come partita reale con un calendario. Il live score segnala un’attenzione al gioco in corso, che per un evento simulato significa grafico che scorre, non campo sotto la pioggia.
La verifica della concessione è semplice e conviene farla prima di tutto il resto: numero 16035, concessionario Netwin Italia S.p.a., sul sito Netwin. Il numero va confrontato con quello che l’operatore stesso dichiara nelle proprie condizioni; se coincidono, l’autorizzazione c’è.
Un mercato del cricket, se esiste su NetWin, vive dentro il palinsesto approvato e non nella pagina promozionale. Il concessionario con la concessione in regola è la condizione minima perché una scommessa sul cricket sia esigibile in Italia, e su questo punto NetWin non ha nulla da farsi perdonare: il numero c’è, la società è identificata, il dominio è italiano. Quello che manca è la disciplina, e per chi cerca cricket è una mancanza che pesa più di qualunque altra qualità.
Lottomatica: streaming, mercati reali e un tetto di 1.000 € al giorno
Lottomatica opera con concessione ADM n. 16010, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Lottomatica.it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il pacchetto qui è chiaro: sport reali, copertura ampia dei campionati che gli italiani già guardano, e la diretta video come strumento di gioco. Lo streaming per scommettere live è la funzione che separa un operatore dal vivo da un operatore che quota il vivo a scatti, e su questo Lottomatica si presenta attrezzata. La lista dei contenuti, però, è una lista di calcio, motori e grandi competizioni europee: il cricket non c’è, e chi lo cerca sta guardando il posto sbagliato.
La concessione qui ha una particolarità che vale la pena segnare: è la stessa società — GBO Italy — che tiene le concessioni di Goldbet. Due marchi diversi, un solo gruppo dietro, due siti .it distinti. Chi confronta i due profili pensando di confrontare due aziende indipendenti sbaglia la lettura: sta confrontando due vestiti dello stesso sarto.
Per un giocatore che vuole partite vere e non simulazioni, Lottomatica è il tipo di casa in cui il cricket, se arrivasse, arriverebbe con lo streaming a corredo. Non è arrivato. Il palinsesto è approvato evento per evento, e finché un torneo non entra in quella lista la quota non esiste.
bet365: la vetrina internazionale con concessione 16030
bet365 opera con concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito Bet365.it. La scheda app dichiara il ruolo di Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e un’offerta che va su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
La lista dice molto sul carattere dell’operatore: ippica, freccette, boxe, golf. È un catalogo costruito per un pubblico anglosassone che gioca su sport di nicchia, e il cricket appartiene esattamente a quella famiglia di discipline — popolari in un mercato, quasi invisibili in un altro. È l’operatore, fra i dieci, che per profilo ha il passo più corto verso un palinsesto di cricket, anche se il cricket non compare nella sua lista di contenuti. La partnership con la Champions League, dal canto suo, non è una promessa sulla profondità dei mercati sportivi in generale: è la sponsorizzazione di una competizione, e va letta come tale.
La concessione è di una società maltese, il che non cambia nulla per il giocatore italiano: quello che conta è il numero ADM 16030 e il sito .it su cui la concessione è registrata. La differenza fra la società maltese e un dominio offshore è la stessa che passa fra un registro e un indirizzo: uno è verificabile, l’altro no.
Fra i dieci profili, bet365 è quello con la struttura più adatta a un mercato internazionale, e il cricket è il tipo di disciplina che quel tipo di struttura serve. La verifica della concessione resta il primo passo, la lettura del palinsesto il secondo: se un torneo sta dentro la lista approvata, la quota arriva.
Goldbet: il marchio gemello con l’identificazione doppia
Goldbet opera con concessione ADM n. 16009, in capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sul sito Goldbet. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
Il dettaglio utile qui non è sportivo, è procedurale. L’accesso al conto avviene con registrazione classica, con SPID e, tramite un fornitore SPID, anche con CIE. Per chi gestisce il proprio conto da un telefono, la differenza fra validare un documento caricato e riconoscersi con un’identità digitale è la differenza fra un conto attivo e un conto da confermare; e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Un operatore che offre tre strade non sta facendo cortesia, sta riducendo la probabilità che un giocatore si trovi il conto congelato nel momento peggiore.
La concessione è la stessa del marchio Lottomatica: GBO Italy tiene entrambe. Chi confronta i due cataloghi non sta scegliendo fra due operatori in concorrenza, sta scegliendo fra due interfacce. La differenza sta nell’esperienza d’uso, non nella titolarità.
Il cricket non è nella lista dei contenuti, e su questo Goldbet si allinea al resto del gruppo. Il vantaggio concreto per chi ci arriva è la strada di registrazione più corta e la possibilità di comporre sistemi e multiple, che su un torneo internazionale è il modo in cui si gioca la disciplina; per il cricket servirebbe però che un evento entrasse nel palinsesto approvato.
Planetwin365: oltre 20 sport e il vuoto sui mercati
Planetwin365 opera con concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., sul sito Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
«Più di 20 tipologie di sport» è la frase che nella scheda suona come una promessa e nella pratica si risolve in un conteggio di sport mainstream. Il cricket non è nominato, e va detto chiaramente: un conteggio ampio di discipline non si traduce in profondità su ciascuna, e su una disciplina come il cricket la differenza fra un mercato esposto e un mercato assente non è una sfumatura. Chi punta su questa ampiezza pensando che prima o poi il cricket compaia sta comprando una promessa.
I risultati in diretta aiutano a seguire, non a prezzare. Sapere il punteggio mentre il mercato si muove è utile solo se quel mercato esiste, e su questo punto la concessione 16007, verificabile sul sito Pwo S.p.a., è la parte solida della scheda. Il resto della solidità sta nella profondità dei mercati, che su una disciplina non elencata non si può presupporre.
Chi cerca cricket in Italia si trova davanti a una lista di più di 20 sport che però è una lista di partite che gli italiani già guardano. La concessione è in regola, il taglio commerciale è evidente, e il cricket resta fuori dal taglio.
Betfair: il solo exchange con concessione 16028
Betfair opera con concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., sul sito Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Qui c’è l’unica eccezione strutturale della lista. Il betting exchange è ammesso come gioco a sé dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, e l’art. 2, lett. u) lo definisce come il gioco in cui il giocatore può fare la parte di chi punta o di chi banca, con il concessionario che si limita a metterli in contatto in forma anonima. La conseguenza economica è di un’altra categoria: sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario, e la documentazione di Betfair è descritta come portatrice di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima in banca di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Il riferimento di exchange non è un caso: Betfair è descritta come la prima a portarlo in Italia, con la concessione 16028.
Un exchange è il posto in cui un esperto di cricket vorrebbe stare, perché è l’unico posto in cui può essere lui a fare il prezzo invece di subirlo. Sull’offerta italiana quell’aspirazione si scontra con la copertura: la lista dei mercati della scheda è generica e non nomina il cricket, e un exchange vive di liquidità. Un mercato di exchange con poco movimento è peggio di un mercato a quota fissa: c’è, ma il prezzo che trovi è quello di un solo interlocutore. Chi cerca Betfair per il cricket deve chiedersi non se il mercato esiste, ma se ci sono abbastanza controparti per renderlo utile. Quella risposta si trova solo aprendo il mercato e guardando il book.
StarCasinò: il casinò che tiene anche un book
StarCasinò opera con concessione ADM n. 16026, in capo ad Azzurri Limited, sul sito Starcasino.it. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
La descrizione, per una volta, è onesta sul rapporto fra le due cose: le slot vengono prima, lo sport segue. StarCasinò è un operatore casino-first con un book a corredo, e la concessione è la stessa società che tiene il dominio: Azzurri Limited, n. 16026. Per il giocatore questo cambia il profilo dell’offerta più di qualunque singolo mercato, perché il prodotto che tiene su il sito è il casinò, e lo sport è un reparto di un’azienda che di mestiere fa altro.
Sul tema di questa pagina l’effetto è preciso. Il cricket è una disciplina che si gioca sugli elenchi e sui calendari, e un operatore il cui cuore è un pavimento di slot non ha alcun motivo commerciale per costruire un palinsesto di cricket in Italia. Le «varie tipologie di scommessa sportiva» restano una formula ampia che non si traduce in un catalogo di discipline.
Chi vuole una piattaforma completa e gioca soprattutto in sala troverà qui la combinazione che cerca. Chi cerca cricket, invece, sta guardando un operatore la cui attenzione è altrove, e la concessione in regola non compensa quella distanza.
BetFlag: bonus al 100 % con un tetto che pochi raggiungono
BetFlag opera con concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., sul sito Betflag. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.
Il numero da leggere qui non è il 100 %, è il 5.000. Un tetto di 5.000 € su un bonus proporzionale al deposito significa che il tetto morde solo su un primo versamento di almeno 5.000 €; sotto quella soglia il vincolo operativo non è il massimale, è la proporzione. Il «100 % del primo deposito» è inoltre la sola cifra che l’offerta dichiara: il tipo di bonus è in denaro, accreditato sul saldo, e questo lo distingue da una freebet il cui valore reale dipende dal fatto che la puntata non venga restituita.
Sul versante dell’accesso, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La concessione 16008 è verificabile sul sito, la società è Betflag S.p.a., e il dominio è .it.
Il cricket non compare fra i contenuti nominati, e su questo l’operatore non si distingue dal resto della lista. Per chi cerca un bonus in denaro di taglia ampia e una registrazione con identità digitale, la scheda è completa; per chi cerca cricket, resta il limite di sempre, il palinsesto.
Eurobet: il palinsesto più largo, la lista più lunga
Eurobet opera con concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul sito Eurobet.it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni.
È la lista più interessante delle dieci, per una ragione che non ha nulla a che vedere con il cricket. Uno scacchi e le elezioni nella stessa scheda è la prova che il palinsesto di un concessionario italiano non è una selezione di sport: è un catalogo di eventi, e la disciplina conta meno della presenza di un evento da quotare. Il baseball, per inciso, è più vicino al cricket di quanto chiunque scriva di scommesse ricordi: entrambe sono discipline a basso punteggio, a turni di attacco e difesa, con il pareggio raro e il ruolo dello starting pitcher o del lanciatore decisivo.
Sulla titolarità va segnata una cosa che riguarda pochi operatori: Eurobet Italia S.r.l. tiene più concessioni e gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it. La concessione è per sito, quindi ogni dominio ha il suo numero, e una società che ne controlla tre controlla tre punti di accesso al mercato italiano. Il marchio bwin, che un lettore potrebbe cercare come operatore separato, è qui il secondo vestito della stessa azienda.
Sul cricket la scheda resta muta come le altre. La larghezza del catalogo lascia aperta la porta più di qualunque lista corta, ma la porta la apre il palinsesto approvato, non il numero di discipline già elencate.
William Hill: la freebet settimanale e la multipla che la sblocca
William Hill opera con concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc, sul sito William Hill. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Qui il costo è scritto nelle condizioni, e conviene leggerlo due volte. La freebet è settimanale e il suo valore massimo è 100 €, cioè venti settimane di Serie A in cui il giocatore mette insieme cinque eventi e una quota complessiva di almeno 10.0 ogni volta. Non è un bonus che si incassa per il fatto di essere cliente: è un premio legato a una combinazione costruita, e la combinazione da cinque eventi a quota totale minima 10.0 è la parte che richiede competenza, non solo costanza. Un requisito di venti euro su cinque gambe è un impegno settimanale reale, e chi non gioca multiple di quel tipo non vedrà mai la freebet.
La concessione, verificabile sul sito, è di una società maltese: William Hill Malta Plc, numero 16044, dominio .it. Vale la stessa nota fatta per le altre concessioni estere: è il numero ADM che conta, non la nazionalità della controllante.
Il cricket non è nella lista, e per la struttura della promo conta poco: l’Extra Bet Club è legato alla stagione di Serie A, quindi il suo orizzonte è il campionato italiano, non un torneo internazionale. Un giocatore di cricket che arriva su William Hill per questa offerta sta comprando un incentivo che non è pensato per la sua disciplina. Lo stesso vale per chiunque cerchi qui un motivo legato al cricket: la concessione c’è, la disciplina no.
Quanto costa una quota, e chi paga il conto
Ogni mercato ha un prezzo che non compare sulla schedina: la frazione di tutte le puntate che il bookmaker restituisce, cioè 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti del mercato. Quello che resta è il margine. Su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90 la frazione restituita è 0,95 e il margine è il 5 %; su un mercato a tre esiti con le stesse quote su ogni esito la frazione restituita scende e il margine sale verso il 13,6-13,7 %. È una banda con una condizione appesa, non un valore: vale su quote simmetriche, che nei listini reali non esistono quasi mai. Ma la direzione è quella, e il punto pratico è che su un mercato a tre esiti il costo implicito della stessa giocata è quasi il triplo di quello su un mercato a due esiti.
Il conto del giocatore è composto da tre voci che nessuno mostra insieme. C’è il margine, che vive dentro la quota e si paga a ogni giocata. C’è il prelievo fiscale — l’imposta unica sulle scommesse a quota fissa è del 20,5 % se raccolta in rete fisica e del 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite, con il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite sugli eventi simulati — e lo paga il concessionario, ma la base è la somma che il giocatore lascia sul tavolo. C’è il costo del bonus, quando c’è, che si spende sul mercato con lo stesso margine di chiunque altro.
Vale la pena mettere le tre voci in fila su un caso concreto. Un giocatore con un budget di 100 € al mese che spende il proprio saldo su un mercato a un margine medio perde in media una frazione di quella somma a ogni giro: è una conseguenza aritmetica del margine, non una previsione sull’esito di una singola partita. La stessa persona, se spende il proprio saldo su un mercato a tre esiti con quote simmetriche, paga quasi il triplo per ogni giro. È l’unico confronto che conta davvero quando si sceglie un operatore, ed è l’unico che nessuna pagina promozionale mette in tabella.
Il ritorno di una giocata, dal canto suo, è una moltiplicazione semplice e vale la pena ricordarla per intero: il ritorno è la puntata per la quota, e il profitto netto è la puntata per la quota meno uno. Dieci euro su una quota di 1,90 valgono un ritorno di 19 € e un profitto netto di 9 €. Su una multipla, le quote delle gambe si moltiplicano in un prezzo unico, e la frazione restituita di quel prezzo è più piccola di quella di ogni gamba presa da sola.
C’è poi il conto di chi gioca fuori dal sistema. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario: è quanto riporta la stampa di settore nel 2024 e nel 2026, con l’espressione «tassate alla fonte», e la somma che arriva è al netto — una ricostruzione giornalistica e non una pagina dell’amministrazione finanziaria, per cui conviene consultare un commercialista. Il caso opposto è quello delle vincite da siti non autorizzati o esteri: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR sull’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va formulata così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Il conto fuori dal sistema ha anche una voce penale, e va scritta senza addolcirla. Offrire gioco a chi è in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco agisce a livello di DNS e alcuni fornitori sono in ritardo, un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta e le copie speculari ricompaiono in poche ore: il risultato si chiama «oscurati». E poi c’è la legge 13 dicembre 1989, n. 401, che ADM ha citato il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo in euro dell’ammenda e i casi giudiziari contro un giocatore non sono noti, ma la regola rivolta al giocatore esiste ed è ADM a formularla. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Che il confronto sia onesto, però, richiede anche l’altro lato. GameStop non ha nulla a che vedere con i concessionari ADM, ADM riconosce l’associazione e pubblica un proprio vademecum; un marchio senza concessione è soggetto al blocco DNS e, come afferma ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti senza concessione che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è non protetta, senza RUA, senza vigilanza ADM, senza strumenti di limite obbligatori e senza un foro italiano.
Il conto di un operatore con concessione è quindi questo: paghi un margine che è il suo prezzo e paghi un’imposta che non vedi, ma in cambio ottieni il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Il conto di un marchio non autorizzato è più difficile da leggere, e la parte difficile non è il prezzo: è che nessuno ti dice quale sia. Per chi gioca questo è il confronto da fare, non quello fra due bonus di benvenuto.
Domande frequenti sulle scommesse sul cricket
Su quali eventi di cricket si può scommettere da un concessionario ADM?
Gli operatori hanno una concessione ADM per il gioco a distanza. Su questa base si scommette solo sugli eventi del palinsesto approvato: il concessionario lo prepara, ADM lo approva e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Se un incontro di cricket non è in quel programma, la quota non esiste su quel sito.
Come si verifica che un bookmaker abbia davvero la concessione ADM?
Si apre l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e si cerca la ragione sociale, non il marchio del portale. Trovato il codice, si confronta su condizioni e pagine dell’operatore. La concessione è per sito: una società può tenerne più di una, e Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano fra le 52 righe al 25 ottobre 2026.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota; il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Dieci euro a quota 1,90 valgono un ritorno di 19 € e 9 € di profitto. Su una multipla le quote delle gambe si moltiplicano in un prezzo unico.
Come si legge dalle quote il margine che trattiene il bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato: 1/quota più 1/quota e così via. L’1 diviso quella somma è la frazione di puntate restituita, e il margine è 100 % meno quella frazione. Su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la frazione è 0,95 e il margine il 5 %; a tre esiti simmetrici sale verso il 13,6-13,7 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario. Per le vincite da siti non autorizzati o esteri l’Agenzia delle Entrate le tratta come «redditi diversi» da dichiarare; non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito, settimanale o mensile, previsto dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Il limite scelto e i limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco vanno dichiarati all’apertura del conto: conviene fissarli subito e leggerli nelle condizioni dell’operatore prima di depositare.
In una riga, senza sconti
Il margine resta la voce più onesta della pagina. È l’unico costo che si può calcolare prima di giocare, non scade, non richiede di leggere clausole e non cambia a seconda di quanto si deposita: su un mercato a due esiti con quote simmetriche è il 5 %, su un mercato a tre esiti quasi il triplo, e dentro ogni quota c’è già la sua parte. Ogni altra cifra che compare in una promozione va confrontata con quella, e la maggior parte delle volte non regge il confronto.
Sul cricket, l’Italia è un mercato che si vede da fuori. La disciplina è governata dall’International Cricket Council, il suo ultimo grande appuntamento internazionale si è chiuso l’8 marzo 2026 con la vittoria dell’India sulla Nuova Zelanda per 96 run, e le dieci schede dei concessionari ADM più strutturati non nominano il cricket una volta. Non è una cospirazione né una svista: è un palinsesto approvato evento per evento che non ha ancora raccolto abbastanza domanda da giustificare l’apertura di un mercato. Finché quella domanda non arriva, chi cerca una quota su una partita reale di cricket deve guardare il palinsesto approvato — e, nella pratica, troverà più spesso il cricket in forma simulata, con tutte le conseguenze di prezzo e di ritmo che comporta.
Per il giocatore italiano la scelta si riduce a due strade con due prezzi diversi. Da un concessionario ADM paga il margine e un’imposta che non vede, e in cambio ha il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Fuori da quel perimetro paga, secondo ADM, un prezzo diverso: l’esposizione a una sanzione penale prevista dalla legge 401/1989, la mancanza di ogni strumento di tutela e nessuno da cui farsi restituire qualcosa. La prima strada costa di più in modo visibile e meno in modo sostanziale. La seconda fa il contrario.
Scritto dal team di «Numeriescommesse».
